Bene, concludiamo questa intervista con le ultime tre domande.
La prima: in quale momento della sua infanzia si è sentita maggiormente burlona?
(non so perché mi sto sottoponendo a tutto ciò) Burlona? Ma che domanda è? Comunque, probabilmente avevo due mesi e giocavo con una pallina rimbalzina nel vecchio corridoio di casa - la mia nuova casa - eh, niente, probabilmente "burlone" è stato chi è riuscito a beccare la mia espressione giocosa! Io non sono burlona, io sono un gatto elegante!
La seconda domanda: in quale momento della sua vita può affermare con orgogliosa felinità di essere stata una meritevole cacciatrice?
(ma che domanda è?) Io, ok, oggi è un giorno particolare quindi sarò breve. Io sono un gatto. E questo dovrebbe farle intendere quanto la mia felinità abbia di fatto reso me sempre un'abile cacciatrice! Per rispondere alla sua domanda, comunque, ci sono alcuni momenti in cui qualcuno torna sempre ad immortalarmi nell'immediato attimo precedente un mio attacco - alla pallina rimbalzina. E nella quiete prima della tempesta io mi sento orgogliosa!
L'ultima domanda: quando si è sentita davvero una gran gnocca?
(io mo a questa la prendo e la mando a... quel paese) Io, ehm... mi ci sento sempre! Comunque credo che mio papino sia stato abbastanza bravo un giorno a scattarmi una foto nel periodo in cui ancora non sapevo di che colore sarebbero diventati i miei occhi e guardandomi con amore mi ha immortalata!
Vedo che mi ha mostrato delle vecchie foto... come mai?
(questa è una quarta domanda) Io... ehm... beh, mi piace festeggiare tuffandomi nei vecchi ricordi!
Oh, beh allora la lascio, la ringrazio per il tempo che mi ha concesso e ancora buon compleanno!
Sì, sì... grazie, grazie!
(adoro immaginarmi una gran Diva del cinema alla sua ennesima intervista! Ehehehehe buon compleanno a me!)
Tra le altre cose, ciò che più d'ogni altra riesce ad intrappolare la mente è uno sguardo. Non solo uno sguardo il senso stretto, ma quell'occhio curioso che capisce e carpisce chi ha di fronte e restituisce quel che serve affinché l'altro s'innamori. La donna e i suoi occhi. Un gatto e il suo fascino. Li si può affiancare per quanto belli; li si può interscambiare per quanto veri. Così un gatto e i suoi occhi, una donna e il suo fascino... ...e ancora... una donna e il suo gatto, i suoi occhi e il suo fascino. Una realtà talmente collaudata che risulterebbe perfino banale soffermarcisi. Eppure di questa realtà non ne ho ancora abbastanza. Sento che come all'orizzonte il mare e il cielo si uniscono e diventano l'uno il prolungamento dell'altro, così vorrei perdermi nella profondità del primo e nell'immensità del secondo. Gli occhi di un gatto, il fascino di una donna. Clic. E fermare il tempo e godere di quel momento. Clic. Se la donna è anche una ladra di momenti, pittrice di verità e restauratrice di ricordi sbiaditi, allora in quegli scatti è cullato un segreto chiaro solo a chi sa guardare. Lei però è generosa e lo dona a tutti. I limiti si sciolgono e si amalgamano agli attimi, completandoli... come su una tela in cui il bianco lascia spazio ai colori senza mai imporsi, ma divenendo parte del capolavoro. Di smeraldo gli occhi di lei. Limpidi e luminosi, quasi di cristallo. Portano con sé di volta in volta una nuova storia. Storia che regala con candore... come fosse l'ultima: la pià bella. Questo Cafè Littéraire è nato quasi un anno fa e in corso d'opera è cresciuto, si è evoluto ed ha preso una forma peculiare. Oggi è più maturo di ieri e conto che con il tempo possa divenire ancor più interessante o saporito. Come un buon vino, insomma! Tempo Maestro saprà come rendere la strada impervia, ma ricca di soddisfacenti conquiste. Aprire la mia porta a Francesca, lasciare che si accomodi sul divano e vederla giocare con le mie gatte è una di queste! Sulla sua tela ha saputo disegnare sogni e realtà, affacinandomi ogni volta per quanta profondità, quanto di sé ci aggiungesse. Quel pizzico di "tutto" che ci sta bene e chiude la settimana con un bel sorriso e qualcosa su cui riflettere. Ma La gatta col piatto che scotta non è solo questo. E' anche arte. E' fotografia: quella che non nasconde segreti, ma che li scova e ce li porge. Ho scelto Isabel Allende da abbinare a Francesca. Lascerò che sia questa autrice a spiegare di questa passione, meglio di quanto io non sappia fare. Voi trattenetevi giusto il tempo della lettura... ci son dei gatti che vi aspettano anche da lei, non bisogna farli attendere!
“Un oggetto o un corpo dall’aspetto comune, se
osservati con vera attenzione, si trasformano in qualcosa di sacro. La
macchina fotografica può rivelare i segreti che l’occhio nudo o la mente
non colgono, sparisce tutto tranne quello che viene messo a fuoco con
l’obiettivo. La fotografia è un esercizio di osservazione e il risultato
è sempre un colpo di fortuna. […] La macchina fotografica è uno strumento semplice, anche il
più stupido può usarla, la sfida consiste nel creare attraverso di essa
quella combinazione tra verità e bellezza chiamata arte. E’ una ricerca
soprattutto spirituale. Cerco verità e bellezza nella trasparenza di una
foglia d’autunno, nella forma perfetta di una chiocciola sulla
spiaggia, nella curva di una schiena femminile, nella consistenza di un
vecchio tronco d’albero e anche in altre sfuggenti forme della realtà.
Alcune volte, mentre lavoro su un'immagine nella mia camera oscura, fa
la sua comparsa l’anima di una persona, l’emozione di un evento e
l’essenza vitale di un oggetto, e allora il cuore mi trabocca di
felicità e libero il pianto, non riesco a farne a meno”.
“Tutto ciò che esiste intesse una relazione, è parte di un rigoroso
disegno; quel che a prima vista può sembrare un viluppo di casualità,
alla minuziosa analisi della macchina fotografica rivela gradualmente le
sue perfette simmetrie. Niente è casuale, niente è banale. [...] L’essenziale è spesso invisibile; è solo il
cuore, e non l’occhio, a poterlo cogliere, ma la macchina fotografica a
volte sfiora tracce di quella sostanza.”
Da Ritratto in seppia, pagg. 92 e 212, di Isabel Allende
Dici che potremmo fare anche noi come mammina e papino?
Fare cosa?
Entrare in qualcosa di buono e mangiarlo da dentro!
Oh, Ratto... pietà di me... è mattina e già sai che al mattino i gatti connettono poco... e io sono un gatto! Torna più tardi, ok? Giusto il tempo di farmi due ore di sonno... va', va', sciò!
Non capisco perché questa cosa non ti alletta! E' pappa... PAPPA... insomma dovresti scattare immediatamente!
Eh, perché tu sei una gatta ciccia e ingorda... io invece tendo al magrino... insomma famme dormì!
Senti, voglio entrare anche io nella pappa!
Ok, chiariamoci... io adoro le tue performance. Sì mi fai ridere quando mi parli di pannocchie di culite e ancor di più durante le fantastiche interpretazioni da Oscar che hai il coraggio di inscenare con papino e mammina. Ma questa non se pò sentì. Non si mangia la pappa da dentro!
Sì, ti dico! Loro l'hanno mangiata da dentro! Perché io non posso?
Eh, perché tu sei un ratto!
Non è vero.. sono un gattino, il più bellino...
...sì, sì... il più dolciotto e bla bla bla!
Vabbè era per dire... comunque, io voglio mangiare la pappa che hanno mangiato loro. Voglio la mela grande!
La mela grande?
Sì, quella piena di carne grigliata e spicy hot cider!
CHEEEEE?
L'ha detto mammina, io che ne so! Sarà 'na mela speciale!
Ok, facciamo così... io... ehm... aspetto qui, magari se capita DORMO... tu... ... ...fai un po' quel che ti pare lontano da qui!
Ok, tu metti a posto le foto in nave, i panorami, i Caraibi, Miami ecc... e io...
Tu sei sicura di essere un gatto o come i ratti davvero ti lanci su qualsiasi cosa sia commestibile?
Io sono un gattino, il più bellino, il più dolciotto e paperotto di sempre!
Bleah!
Lo sai, lo sai che oggi arriva An?
Chi?
An, An, Aaaaaaaaan! Ma come? Tu sei la sua gattomonima! An Lullaby!
Io... pf... semmai è LEI che ha rubato a me il nomignolo che mammina mi dà quando mi chiama con l'amore-del-cuore-rotondo-a-forma-d'amore! Tzè!
Lullaby, Lullaby!
No, mammina mi chiama "Lulli B" che sta per Lulli Bella, cioè io sono bella!
Lullaby, Lullaby! Yeh, yeh!
Ok, ok, le darò una sniffatina dell'amore e qualche leccatina, ma solo se mi porta pappa buona!
Lullaby, Lullaby!
Fuffole suvvia, andate di là che la mamma ha da fare... arriva An!
Guarda, guarda eccola!
OOHHOOoOOhOhoooHHHHH CHE BELLA!
OOHHOOoOOhOhoooHHHHH CHE BELLA!
Il Cafè Littéraire che apre l'anno è quello delle conferme! Sì, perché chi è soddisfatto torna ancora a trovarmi e si accomoda su morbidosi pouf colorati! Con pazienza ascolta (legge) l'introduzione, poi con altra pazienza ascolta (legge) il frammento letterario che gli voglio propinare e finalmente alla fine può di diritto fiondarsi sul buffet allestito per l'occasione!
C'è da dire che il mio ruolo è assai semplice! Io non faccio altro che scegliere il pezzo che più mi piace o mi ispira e semplicemente proporlo. Stop. Il mio lavoro finisce qui! Non c'è zucchero ovunque, non ci sono capelli impiastricciati di miele, né tantomeno impronte (gatte) sulla spianatoia piena piena di farina! Non devo pulire, non devo lavare piatti, non devo scollare il caramello dal soffitto (?!?) e nemmeno provare a grattar via quella strana sostanza verdo-giallastra dal piano di cottura! Ecco! Il mio lavoro è facile. Scegli-scrivi-pubblica. Poco impegno, immensa resa!
Sì!
Ehm... sì!
Diciamo che però non posso nemmeno godere dei frutti di una fatica non fatta!
In questi casi - come si suol dire - cade a fagiuolo l'ospite! Quello bravo, quello grazie al quale fai sempre bella figura perché in fondo ha un valore aggiunto: oltre che scegliere un pezzo, un film, una poesia, un estratto mitico lui che fa? Ti prepara anche un piatto incommensurabilmente buono! E te lo offre, per giunta! A te che non hai fatto praticamente niente... che cercavi ancora di raschiare quel poco di minestrone dal fondo della pentola (ché si era un po' bruciacchiato), dato che nel frigo non c'è più niente e la dispensa ti ha mandato a quel paese nel 2014!
Ecco, dicevo... arriva l'ospite! LA ospite! Perché lei è una lei! E' la lei che non solo ti porta la pappa buona (Miu corri, che la An ha portato pappa buona!!!), ma che la condisce di ironica allegria, di simpatia pura in granellini dolci e divertente golosità! La An Lullaby di tutti noi, la più bella di sempre, la più irriverente negli scritti e soddisfacente nelle battute! Quella che quando la leggi, ci pensi anche la notte a quanto t'ha fatto ridere e tra te e te ti domandi come facevi prima! Quella che i Fotogrammi di Zucchero li ha inventati lei ed è stata talmente brava che ora riesci a vedere in quei cristalli dolci anche la luce più colorata! Quella che è la gattomonima della mia Miu e che quando la chiamo "Lulli B" penso sempre un po' a lei! Beh, che fate ancora qui impalati! Correte da lei, no? Ché sicuramente ha qualcosa di goloso da offrire! Io qui ho solo peli di gatto!!! Ehehehe, io mica resto indietro... vi seguo a ruota!
Ma allora è proprio scema!
Chi è scemo?
Mammina!
Perché mammina è scema?
Eh, perché racconta tutta la storiella "scelgo il pezzo", "posto il frammento", "pubblico un estratto", "devo fare solo questo" e poi che fa? Punta dritta alla pappa buona che ha portato la An (menomale che c'è la An!)! E il posticino letterario? Il pezzo di cultura? Che cavolo sò venuti a fare tutti 'sti umani se nemmeno c'hanno qualcosa da leggere?
Beh, ormai se n'è andata! Vorrà dire che questa volta faremo solo PAPPAAAAA! YEAH!
Stupido Ratt... ratto? RATTO! Mi occuperò io dell'estratto letterario! Quello giusto... che stia bene con la An Lullaby!