mercoledì 16 dicembre 2015

Analisi giorno 2 - Se il gatto dà di matto

Focalizziamoci su sua sorella.

Dobbiamo proprio?

Beh sì, se non riesce ancora a parlare dei suoi genitori.

Ok, allora mia sorella.
Sì, lei... insomma lei... lei è così. All'inizio non si rende conto e questo stato permane fino al punto di rottura, quando poi d'un tratto capisce. E sa cosa accade quando mia sorella non mangia da più di tre ore? No, non può immaginarlo... certo che no!

Quindi?

...quindi si immagini un matto affamato chiuso in una stanza. Ora immagini che quel matto sappia dove c'è da mangiare, ma non riesca ad arrivarci da solo...

Sì... ehm.. certo!

Ecco!  Il matto darà di matto sbattendo finanche la testa sul muro pur di avere la sua razione, no?
Così è stato per mia sorella... il Ratto! Ha capito che loro non sarebbero ritornati ed alla fine ha cominciato a lanciarsi in direzione dei pensili che contengono le crocche... oh mamma... è stato uno spettacolo raccapricciante...

Immagino, immagino. Vorrebbe per caso tornare al punto principale?
I suoi genitori.

Io non lo so. So che mi hanno profondamente ferita.

Cosa hanno fatto per ferirla a questo modo?

...

Coraggio, non abbia paura.

Beh, loro innanzitutto... hanno tradito la mia fiducia! Ecco l'ho detto!

In che modo i suoi genitori hanno tradito la sua fiducia?

E' tutto concatenato, negli atteggiamenti, nelle azioni, nei modi e anche in ciò che dicono. Loro mentono... no, che dico... loro adducono sibilline motivazioni alle loro mancanze. Loro nascondono i fatti lasciandoci nella assoluta sofferenza. Completamente sole.

Ma cosa hanno fatto per renderla così astiosa?

Ci hanno lasciate da sole.

Sì, ma questo capita sovente, se non sbaglio!

Per 12 ore.

Ma forse era accaduto qualcosa... qualcosa di grave...

Grave? GRAVE???
Senta, lei sta giocando con il fuoco ed io non sono sicura di volere andare avanti... e non le ho ancora detto esattamente qual è stata la loro mancanza!

C'è dell'altro, quindi! Ma non fa nulla, ci aggiorneremo alla prossima seduta!

martedì 8 dicembre 2015

Analisi giorno 1 - il "fatto"

E mi dica... Lei è rimasta al buio, alla fine?

Sì sì, certo! Al buio!

E si trovava da sola quando è accaduto il "fatto"?

No, non ero sola... come le dicevo mi trovavo in presenza di mia sorella... il Ratto!

Ho capito! E sua sorella ha mostrato segni di cedimento?

Se per cedimento può andar bene correre come una pazza per casa, rovesciando il rovesciabile... sì, ha avuto una sorta di cedimento.

Bene! Mi è tutto chiaro. Ora però dobbiamo focalizzare la nostra analisi sui motivi che l'hanno portata qui: i suoi genitori.

No, no non sono pronta per parlare del "fatto".

Va bene... rispetterò i suoi tempi, ma proviamo a ricapitolare gli accadimenti, le sarà d'aiuto per provare a trovare la forza di dire ciò che non riesce.

Sì, ok... posso farcela.

Cominciamo da principio. I suoi genitori sono usciti di mattina, molto presto, promettendo che sarebbero rientrati prima di pranzo, giusto?

Sì, giusto.

Bene. Lei cosa ha fatto nell'attesa?

Beh, ho fatto quel che faccio di solito... ho dormito.

Fantastico. E quando ha cominciato a sentire un certo languore?

Ecco... io... insomma già verso le 11 cominciavo a sentire appetito, ma mai avrei immaginato che invece... invece...

...continui...

No! Non ce la faccio...

Non si preoccupi, può accedere. E' tutto normale. Ci sono io a sorreggerla: il suo analista.
A me può dire tutto ciò che possa alleggerirla... non si trattenga! Si fidi.

Ok... allora alle 11, come dicevo, provavo già appetito, ma come chi mi conosce sa, io non sono una che si lamenta... così ho provato a distrarmi, ma mia sorella, il Ratto, continuava con quella litania ed allora io non ce l'ho fatta... la pressione era troppa, volevo scappare, volevo urlare - e l'ho fatto e non me ne pento - poi però ho sentito il dovere di mantenere la calma. Sa, io sono la maggiore e devo dare il buon esempio. Con il passare del tempo però mi sono resa conto di non potercela fare... non posso farcela... non ce la faccio... no, no, non posso continuare... le chiedo perdono...

Non si scusi. Non fa nulla, non tentiamo di affrettare i tempi, arriverà il momento del coraggio, oggi dobbiamo solo essere orgogliosi dei progressi fatti. E poi è scaduto il tempo. La aspetto la prossima settimana, quando - sono sicuro - riuscirà a raccontare qualcosa in più.

venerdì 27 novembre 2015

Spazio e luci

... non deve più accadere... non deve più accadere... 
Con questa litania in testa Roberta prepara la Vintage Room per Laura, che sa esser una persona puntualissima. Da un momento all'altro la sua amica sarebbe arrivata e molto probabilmente sarebbe passata da quel corridoio.
<<E se passasse dall'esterno?>> si domanda a bassa voce.
E se piovesse? Se nevicasse? risponde la saggia vocina nella testa.
<<Beh si bagnerebbe! Pazienza!>> ora sbotta con un tono più alto, parlando al vuoto.
Non puoi continuare a far finta di cadere per coprire suoni strani... non ce la farai a mantenere il segreto ancora a lungo... la vocina interiore si fa insistente.
<<Ci ho provato, sai? E' un mese che provo... ma non so come farle tornare!>> sta urlando.
Potresti dirlo a qualcuno... continua la coscienza.
<<Sei matta? Distruggerebbero tutto! No, non è possibile! Riuscirò da sola>> piagnucola Roberta ora sfinita.
Così apre le finestre, lascia che l'aria fresca novembrina ripulisca la stanza dall'odore di chiuso e si tuffa nella morbidezza del divano di mezzo, quello pieno di cuscini. Si sente pesante, i pensieri anche lo sono e senza rendersene conto si abbandona, assopendosi. Mille luci e flash colorati le si parano davanti, vede degli alberi e le ombre che proiettano su una strada sterrata, improvvisamente un maggiolino turchese o celeste, mille ombrelli viola e poi profumi di boschi e muschi. Infine un lampo giallo e poi una voce da lontano che chiama il suo nome.
E' insistente. E' così insistente pensa.
<<Ro... Robi! Sveglia!>> riprende Laura dopo numerosi tentativi.
<<Ch... chi, che?>> aprendo gli occhi di scatto, Roberta si rende conto di essere ancora in pantofole, notando tra l'altro che un rivolo di bava le si sta lentamente asciugando sul mento. Si alza di scatto e profondendosi in innumerevoli scuse, si allontana dalla stanza per andare a darsi un tono.
Laura resta immobile seduta sul divano e allibita più che mai, fa per togliersi il cappotto ed approfittarne per fare un giro del posto.
Nota i colori pastello, nota le ampie vetrate che danno sul boschetto dietro l'edificio, nota le foglie ormai colorate che imporporano il prato lì davanti e nota anche un improvviso lampo luminoso giallo fosforescente povenire dalle fondamenta della villa stessa.
Spaventata dalla luce, Laura fa tre passi indietro e non rendendosi conto degli spazi, batte con le gambe sullo schienale del divano, rovinandoci sopra all'indietro e perdendo i sensi per qualche minuto. Risvegliatasi con due occhi curiosi a guardarla, immagina come poco prima doveva essersi sentita la sua amica.
Apparentemente senza altri problemi le due ragazze cominciano finalmente l'incontro letterario tra sorrisi, divertimento e golosità.
Al termine dello stesso e poco dopo i saluti di rito, un unico pensiero monopolizza la mente della padrona di casa: "cosa avrà visto in mia assenza?".
Laura si allontana per raggiungere la sua auto con un unico pensiero in mente: "cosa cavolo avrò mangiato che mi avrà fatto venire le allucinazioni?".

sabato 14 novembre 2015

Non basta


E succede che a volte fusa, zampette e musetti non bastino a risollevare un animo triste.
Accade che il grigiore imprigioni il cuore e impedisca di pensare lucidamente. Perché se il venerdì sera è il giorno per staccare la spina, sverstire gli abiti da lavoro, tuffarsi tra gli amici, gettare via le ansie, godersi l'ultimo film in uscita, andare allo stadio con i propri figli e godere di quel senso di libertà che solo il fine settimana sa regalare, ecco che la realtà piomba sul capo come un'ascia affilata e taglia via i sorrisi. Un momento per riflettere, un momento per capire, un momento per fare qualcosa. Il dramma è sentirsi impotenti in tutti questi "momenti". Perché non basta una vita intera per aggiustare quel che ormai è accaduto. Non basta una persona, non basta il pensiero e la volontà. Non basta un cuore, la bontà, la voglia. Non basta una nazione. E la speranza dove s'è nascosta?

venerdì 13 novembre 2015

Quant'è bella giovinezza


Dì un po', non credi che quella ci stia snobbando?

... bella... sì... bella!

Non bella... quella!

Sì sì... quella... bella, cosa vuoi che cambi?

Il soggetto, no?

L'aggettivo, vorrai dire!

Mpf... ti stai perdendo per delle inezie burocratiche...

Grammaticali, semmai!

Tzé! Che ne sai tu di grammatica?

Perché tu di burocrazia?

Sbaglio o è l'ora della pennichella?

Quando?

Ora!

Quale?

Questa!

Si! Beh... che ti parli, allora! Dormi, no?

Sei tu che hai cominciato!

Cominciato? Io? Se mi hai chiesto tu quant'èbellagiovinezzachesifuggetuttaviachivuolesserlietosiadeldimannonv'ècertezza

Cosa cavolo c'entra?

Eh che ne so... stavo dormendo!

Stupido Ratto!

venerdì 30 ottobre 2015

Tanto va la gatta a lardo...

<<Senti, ma davvero sei una tartaruga?>>
<<R. Ugo, R. Ugo... io mi chiamo R. Ugo!>>
<<Cioè, scusa... ti chiami Ugo?>>
<<R.Ugo>>
<<Quindi ti chiami Rugo?>>
<<Per abbreviare... sì!>>
<<E se non volessi abbreviare?>>
<<Romualdo Fransisco Sigismondo Attonito Marino Ugo>>
<<Va bene Rugo! Ti presento mia sorella Mia. Io sono Miu.>>
<<Ciao, io sono Rugo - tra amici e parenti Rughetto - e questa e mia sorella Zoe.>>
<<Ciao Zoe!>>
<<Ok, ma in generale... cosa stiamo facendo qui?>>
<<Mah! Son le nostre umane... devono incontrarsi non so per cosa. Nel frattempo potremmo...>>

<<Senti un po' come ciarlano quelle gatte lì!>> prorompe improvvisamente Claudia
<<Avranno fatto amicizia o qualcosa del genere>> ride Roberta, anche un po' per la battuta!
L'incontro è andato proprio come ci si sarebbe aspettati, i sorrisi sono ancora caldi ed i cuscini appena stropicciati. L'unica nota stonata era stato quel piccolo intervallo dovuto ad una perdita di coscienza di Roberta.
Caso aveva voluto che poco dopo l'arrivo dell'ospite tanto attesa, improvvisamente ed inspiegabilmente un rasposo "grattare" aveva distorto l'attenzione di entrambe proprio mentre si dirigevano nella stanza che le aspettava. Poi un click, quindi un clang ed un tonf  finale avevano anticipato una caduta mirabile della padrona di casa su se stessa mancando per un soffio la tartaruga, già ospite.
C'erano voluti ben due violenti scrolloni ed una pacca ben assestata per farla rinvenire: Claudia cominciava a temere di dover praticare la respirazione bocca a bocca!
Quando finalmente Roberta aveva ripreso i sensi, tra gatti saltellanti ed una tartaruga mal conciata dallo spavento, di quei rumori non v'era più ricordo anche se, strano a dirsi, quella "mistica" sensazione continuava ad aleggiare nell'aria.

<<Ok, glielo diciamo?>> comincia senza vergogna Miu
<<Diciamo cosa, scusa? Ma sei matta?>> le risponde malamente Mia
<<Credi che potremmo ancora mantenere il segreto?>> continua la nera.
<<Che segreto?>> si fa curiosa Zoe.
<<Un segreto segretissimo!>> si fa misteriosa Miu
<<Chi meglio di noi potrebbe mantenerlo?>> con grazia si propone Rughetto.
<<Ok, ma non potete raccontare a nessuno del passag...>> ma Miu non finisce la frase che la sorella Mia le dà un morso sulla coda. <<Ahi! Mi hai fatto male!>> continua Miu.
<<Ben ti sta! Così impari a raccontare ai quattro venti del passaggio spazio temporale che rende questa villa il portale per il mondo antico>> si lascia sfuggire Mia.
<<Portale?>> gridano in coro Zoe e Rughetto.
Le altre due non fanno in tempo a rispondere che Zoe e Rughetto vengono prelevati di peso da Claudia per essere riportati a casa.
L'incontro si è concluso, le amiche si sono abbracciate. I giochi sono stati fatti. Le storie scritte.
Probabilmente né Zoe, né Rughetto avrebbero mai saputo di cosa si trattasse realmente. L'unica certezza è uno sguardo di dolce saluto di Roberta verso la sua amica Claudia. Nessuno però aveva fatto caso al rivolo di sudore che imperlava la fronte della padrona di casa. Eppure con il fresco della sera sarebbe dovuto esser così difficile accaldarsi...

venerdì 23 ottobre 2015

E poi accade che...

...in un giorno qualunque, sei presa dalle tue cose e pensi a cosa preparare per cena e senti che proprio la giornata non va. C'è qualcosa che frena il naturale entusiasmo. La quotidianità è monotona e monotòna e daresti qualunque cosa per fuggire via all'istante per respirare un po' d'aria buona.


Poi ti guardi intorno, pensi che c'è sempre troppo da fare e di fermarti non ne hai sempre la possibilità. L'autunno incalza e una tazza di fumante tè al pomeriggio è l'unica a scongelarti letteralmente. Possibile mai? pensi, e con costanza e decisione riprendi il ritmo routinario della tua vita, accarezzando una delle tue gatte distrattamente e sentendo solo di sfuggita che l'altra chiede attenzioni strusciandotisi tra le caviglie!


Il silenzio ovattato di quel grigio pomeriggio viene improvvisamente rotto dallo stridìo fastidiosissimo del citofono - maledetto prima o poi ti aggiusterò o prenderò a pedate!!! - il quale con impressionante tempismo interrompe non solo i pensieri inutili di un inutile momento, ma anche il protrarsi di una giornata noiosissima.
E' il corriere! - dico.
E' il corriere? - penso.
E che vuole? - domando.
Che potrà mai volere? - mi rispondo... e così via mentre il giovine in attesa di una firma mi guarda perplesso rispondendo alla domanda non posta in sua presenza: "deficiente, consegno un pacco, no?".
E in effetti, cosa potrebbe mai volere un corriere?
E poi uno STRAP.
E poi cambia la giornata.


Entra prepotente un raggio di sole. Si ferma alla mia soglia e mi regala un po' di calore. Inaspettato e vivo. E mai come in quel momento capisco che di sole, quella giornata, ne aveva proprio bisogno.
E' un regalo!
E' un regalo?
E' per me!
Sì, sì... è per me!
Me lo manda LaRobi... proprio lei! Una donna dolce, piena, dalle mille sfumature argento e cristallo, dalle mani delicate e dal tratto gentile. E' un quadretto. E' un disegno. E' una frase. E' un pensiero.
E' un raggio di luce!
Ed io... solo grazie!

venerdì 9 ottobre 2015

Beh, in effetti...

E quindi...

...eh! Quindi...

Infatti... immaginavo!

Non potevamo aspettarci qualcosa di diverso!

No, davvero!

Ma insomma, come sta?

Mah, è lì... che si lamenta.

E tu?

Io? Io che?

Tu non hai fatto niente?

Cosa dovrei fare, scusa?

Eh, che ne so... cose da gatto, no? Fare le fusa, accoccolarti, alleviare le pene... cose così!

Ehi, guarda che non sta mica morendo, sai?

Ah no?

Eh, no! 

...bah! Per me è fatta di pesta!

Che?

Per me... con 'sto fatto che s'ammala sempre è fatta di pesta!

No, scusa... non ho capito.

Per me è fatta di caccapesta!

Ah, ok! Beh, in effetti...

venerdì 25 settembre 2015

Curiosity killed... le chat!

...che poi alla fine, lei mica voleva andarci? Insomma non si aspettava di restare invischiata in quella assurda storia senza capo né coda!
No, no. Lei voleva solo andar lì, fare ciò che doveva, condividere convivialmente, spizzicare un po', convenire su taluni passi di quel libro, annuire quando necessario ed infine congedarsi con le guance rosse ed un soddisfatto sorriso radioso sulle labbra.
E invece adesso era circondata da un numero indefinito di donne (alcune messe meglio, altre peggio) che la fissavano con tanto d'occhi dall'alto dei loro discinti vestitini improvvisati con foglie e fiori, rametti e conchiglie - conchiglie? Ma scherziamo?!?.
LaRobi aveva sbagliato strada.
Quella dannatissima strada.

...due ore prima...

<<Ok, ok sì è vero fa freschino! Se vuoi ti presto una giacca o un cappotto!>> sopraggiunge Roberta subito dopo l'incontro al Cafè.
<<Smettila! Sto benissimo!>> le sorride LaRobi <<Stai tranquilla, faccio due passi... conosco la strada!>> quindi le due si salutano abbracciandosi.
LaRobi le volta le spalle ed esce dalla stanza, toccando appena la porta di vetro per aprirla. Si allontana di due passi e si gira: con un ultimo cenno della mano sorride alla sua amica, mentre delicatamente e come una piuma la lastra di vetro si chiude nascondendo magicamente alla vista l'interno.
Eppure avrei giurato che quel vetro fosse trasparente pensa tra sé la donna. Quindi fa spallucce e si dirige verso la vetrata che porta al viale che costeggia la casa e che l'avrebbe portata alla sua bici. Nonostante il buio, dall'interno riesce a notare il fitto scrosciare della pioggia. Sente un brivido percorrerle la schiena e si abbraccia al pullover che ha indosso. E' con un'occhiata di traverso che fa dietro font e si ritrova le luci calde e accoglienti del lungo corridoio di fronte a sé illuminate fiocamente, ma estremamente invitanti.
Per questa volta sceglierò la via più comoda! riflette lei e decide di avventurarsi in linea retta all'interno della villa, cercando l'uscita senza necessariamente bagnarsi da capo a piedi.
<<Basterà camminare sempre dritto in questa direzione ed uscirò senza problemi!>> sussurra tra sé qualche minuto dopo, un po' per convincersi, un po' per farsi compagnia. Il corridoio è molto lungo ed accoglie altre porte. Le luci provengono da terra, come ad illuminare il passo, altre da un controsoffitto nascoste. Poi finalmente smettendo di indugiare, raggiunge la porta in fondo e la apre senza troppi complimenti.
Niente. Un buco nell'acqua.
La stanza in cui ora si trova è la gemella di quella che ha lasciato poco prima: rotonda e che ospita tre porte per lato, tutte di diverse fattezze. Imprecando tra sé LaRobi decide di proseguire lungo l'ennesimo corridoio che le si para davanti sperando finalmente di raggiungere il grande atrio di ingresso che dà sul parcheggio. Ancora pochi passi e sente nell'aria il profumo di erba fresca e fango. Immaginando di essere in prossimità dell'uscita sorride e si prepara ad affrontare il temporale nel breve tratto che la separa dalla sua auto.
Varca la sua ultima soglia e poi il buio.

...due ore dopo...

<<... e così tu saresti LaRobi!>> esclama con noncuranza Mary, la quale sembra dare voce alla curiosità di tutte le altre.
<<Io... ehm... sì, come ti ho detto prima... e non ricordo come ho fatto a raggiungere questo luogo>> esclama un po' titubante l'ospite <<quindi non so nemmeno come fare per venirne fuori!>> si affretta ad aggiungere.
<<Hai dormito per più di un'ora>> commenta Vanessa.
<<Ti abbiamo trovata priva di sensi al limitare della nostra grotta, accanto allo specchio d'acqua>> continua Elena <<... sì, quello della sorgente intendo!>> continua come a spiegarsi meglio.
Quindi le donne prendono a discutere sugli strani accadimenti delle ultime ore.
Approfittando del loro momento di distrazione LaRobi si guarda intorno muovendo qualche passo e rendendosi conto che l'ambiente è a metà tra il selvaggio e il vissuto, tra il naturale e l'umanizzato. E' umido e questo lo sente nelle ossa, ma è anche accogliente, in certo qual modo.
Le donne che lo riempiono sembrano essere forti e determinate, ma anche stanche. Qualcuna azzarda una domanda, altre restano nei propri cantucci per non perdere il calore accumulato. La sensazione globale è che tutte si facessero coraggio l'un l'altra. Portando avanti i suoi pensieri e domandandosi da quanto tempo fossero lì ed in modo ancor più sconfortante come avrebbe fatto lei a tornare indietro, non fa caso a dove sta poggiandosi. I pantaloni d'un tratto bagnati sul retro le segnalano che si è accorta troppo tardi di quanto fosse bagnato il bordo della pietra sul quale aveva poco elegantemente accasciato il proprio peso. E' lo specchio d'acqua di cui parlavano le donne poco prima. Sentendo un moto d'ansia salirle allo stomaco decide di darsi una calmata immergendo le mani nel liquido gelido e portandosele al viso per cercar di far chiarezza.
Ancora un po' più a fondo, sento la frescura pensa con i polsi nella sorgente ...la circolazione sì, fa bene alla circolazione... devo pensare.... devo pensare... ora immersa fino agli avambracci con in testa le riflessioni più grandi di secondo in secondo LaRobi perde l'equilibrio e cade nella vasca.

Tossendo come a volersi liberare i polmoni dall'eccesso d'acqua, si ritrova fradicia sull'asfalto gelato. Senza troppa fatica si rimette in piedi e barcolla verso la sua bici.
<<...che cavolo di sogno assurdo...>> dice sotto voce, poco prima di spingere sui pedali e tornare a casa.

La curiosità uccise il gatto... - si dice - ma la soddisfazione lo riportò indietro.

giovedì 17 settembre 2015

Di santi e altre amenità


Mpf... mmmh...

amh, amh... mmh..

tzch, tzhch... mmmh, tu...

gzhs..hzg... no, tu...

nnno... vai tu... io nnonn ce la faccio...

...io sto dormendo...

... io di più...

...io ho gli occhi chiusi...

... io non ti rispondo perché chi dorme non risponde...

...ma mi hai appena risposto...

Vai tu...

...e dai... sto comoda, non ho voglia... vai tu che sei la preferita...

Sì, solo quando ti pare...

Vai... che oggi è santa.

In che senso?

Nel senso che è più buona!

E quindi?

Potrebbe darti delle crocche!

Sul serio?

Ehm... sì...

Quindi il giorno di Santa Miumiulù anche tu sarai più buona?

Ehm... sì!

Croccheeeeeeeeeeeee YEAH!

Stupido Ratto!

lunedì 7 settembre 2015

Ratto x 2

...eh che due boli di pelo!
No, senti... basta!
Ok, ok... sono due anni. E allora?
Gua... no... vol... eh fammi parlare, ti dico!
Ecco.
Dicevo.
Sono due anni. E allora?
Cosa? Ora non parli? Non dici niente, eh?
Hai paura!
Lo so perché io ti capisco...  io ti leggo nel pensiero! Io so tutto!
Dici di no?
Io invece dico che ti leggo dentro! Io dico che TU hai paura!
Tzè... non me la conti mica giusta?
Alla fine ti sei affezionata!
Come mi permetto?
Come ti permetti tu, piuttosto!
Te lo dico io... a te la verità fa male! Ecco cos'è!
Due anni fa a quest'ora sentivi puzza di ratto...
...oggi invece gne gne ogni scusa è buona per bacini e coccoline!
Sì, sì... io dico quel che mi pare! E tu non puoi fare niente!
Ora ammettilo se hai il coraggio!
Ammetti che ami tua sorella.
Che vuoi bene al Ratto.
Ammettilo!


Dì un po'... ti pare normale che quella miagoli davanti allo specchio?

Perché dove sarebbe normale miagolare?

Sarebbe normale se NON lo guardasse!

Effettivamente mette i brividi!

mercoledì 2 settembre 2015

Un'offetta che non potrai rrifiutare

La stanza è buia e puzza di chiuso. Apro gli occhi e non riesco a vedere ad un palmo di naso. Non riesco a muovermi o comunque mi sento completamente indolenzita, ma sono stesa e percepisco un peso sullo stomaco che mi impedisce di fare un respiro profondo. I polsi mi dolgono perché solo ora mi accorgo di tenerli ritorti dietro la schiena sotto di me. D'improvviso una folata di vento mi spinge i capelli sul viso, ma ad un'attenta analisi capisco che invece è un gatto a strusciarsi con la coda sulla mia faccia lasciando una scia di peli attaccata alla mia fronte sudata. Un movimento veloce ed una puzza nauseabonda mi invade le narici. Sto per vomitare.

E così avete deciso di tornare, eh? Hai visto, sorella? Hanno deciso di tornare!

Bravi, bravi!

Ach... ma che diav...?

Alla fine sempre e comunque sotto questo tetto siete!

Bravi, bravi!

Amore, dammi una mano... ho Miu addosso e non riesco a libe... ach...

Ferma lì... mammina!

Amore, ma che cos...? Anche tu? Cos'è la congiura dei gatti ciccioni? 

Chi? Che? Di che parli? Ho la coda di Mia quasi in bocca, non riesco a respirare! A proposito la senti 'sta puzza? 

Se la sento? E' stata una delle due! Ricordi per caso quand'è che ci siamo addormentati?

...mmmh... no!

Che strano, non ricordo nemmeno di esser venuta a letto!

Che ne dici? Pensi si meritino di essere liberati?

Bravi, bravi!

Eh smettila di ripetere sempre le stesse cose. Dobbiamo decidere cosa fare di questi due!

Io direi di continuare con le puzzette!

Basteranno?

Potremmo vendicarci con dei vomitini ben piazzati!

Lo sai che sono un po' schizzinosa e queste cose mi fanno un po' senso... magari occupati tu dei vomitini, alle puzzette penso io!

Ok! Ora li lasciamo andare?

Sì, ma non senza un avvertimento!

Quale?

Genitori siete avvisati: partite di nuovo e questa casa diverrà una camera a gas con un pavimento di vomito.

Ecco, riesco ad alzarmi... ora cerco le pantof... oddio che schifo, cos'è qua terra?

Accendo al luce...

...VOMITO!!!

Ok, mi sa che non dovremmo andarcene così spesso... si sono ammalate senza di noi!

Piccole cucciole sono state male senza mammina e papino!

Deficienti!
Idioti!

venerdì 31 luglio 2015

Zero Zero Zia

Era stata in piedi tutta la notte ed aveva dovuto lavorare anche quel giorno. La mattina era passata lenta e nonostante avesse fatto di tutto per resistere, alla fine aveva ceduto e si era presa le ultime due ore di permesso per potere rincasare prima.
Non riusciamo a venir fuori, aiutaci!
Non poteva smettere di pensarci. Quella telefonata inaspettata della sera prima l'aveva allarmata non poco e sapendo di dovere lei stessa andare nella "tana del lupo" tanto valeva farlo in fretta, prima che fosse troppo tardi!
Ritornata a casa quindi, aveva preso le ultime cose, portato con sé la sua fidata amica - confidando nel fatto che sarebbe stato un aiuto prezioso - e si era avviata in largo anticipo per l'appuntamento.
Era lì già da mezz'ora sperando di cavare un ragno dal buco, ma nulla. Quell'edificio era insondabile, non c'erano porte, né finestre aperte. Sebbene fosse di soli due piani sembrava impossibile scalarlo e comunque l'idea era stata scartata immediatamente (non aveva voglia di rischiare cadute rovinose e beccarsi altri punti, le bastavano quelli procuratisi la settimana prima!). Miss Grey dopotutto se ne stava lì acciambellata sul sedile del passeggero e non sembrava avere voglia di collaborare.
<<Diamine! Ti ho portato perché mi aiutassi, non perché te ne stessi tutto il pomeriggio a dormire. Ora vai in avanscoperta e trovami un buco dal quale entrare!>> fa per aprirle la portiera abbassandosi su di lei, poi aggiunge <<Sei un gatto, per la miseria!>> ed a queste ultime parole pronunciate con un sorriso il felino affusolato le dà una testatina di intesa e scompare alla sua vista scendendo dall'auto.
Consuelo aspetta i canonici cinque minuti prima di entrare in azione, poi senza troppi complimenti comincia a spogliarsi, mostrando la tutina alla Cat Woman che indossa sotto la camicia e i pantaloni. La sua però è verde scuro. Si lega i capelli, esce dall'auto acquattandosi ed in pochi secondi si dirige verso quello che sembra essere l'unico ingresso: un pozzo in disuso a qualche metro dalle mura perimetrali. L'aveva scorto poco prima dal finestrino e sembrava abbastanza nascosto perché nessuno lo notasse.
Con passo felpato e leggero punta verso il bosco in prossimità della villa, ancora qualche falcata ed il pozzo entra nel suo campo visivo. E' messo molto male, il bordo è scivoloso perché pieno di muschi, i mattoni grigi che lo compongono sono scheggiati e in alcuni punti stanno cedendo al peso del carrello con il secchio per l'acqua. E' un vero e proprio pozzo medievale sormontato da un arco in ferro battuto.
Ottimo! Quello mi verrà utile! pensa Consuelo senza perdersi d'animo.
Sotto la manica destra della tuta attillata porta un orologio particolare - uno dei suoi gioielli speciali, come ama definirli - dal quale tira fuori un laccio resistentissimo che aggancia per un'estremità all'arco di ferro del pozzo. Quindi preme un pulsante che sembra posizionato sul calcagno sinistro e con un rumore sordo come di velcro adesivo le suole delle sue scarpe diventano immediatamente a prova di arrampicata. La giovane si guarda intorno circospetta, un'ultima occhiata dentro verso il basso e con un salto acrobatico a testa in giù si lancia all'interno del pozzo comiciando la sua discesa verso l'ignoto.
Miss Grey intanto dopo essere uscita dall'auto ed essersi mossa per lo più sotto le vetture parcheggiate nell'enorme piazzale, decide di puntare ad una piccola apertura rivestita da una grata e poggiata quasi sul selciato alla sua altezza. E' un foro che dà certamente sulle cantine e che serve ad illuminarle. Con un balzo si muove in quella direzione quando un meraviglioso, nonché rarissimo esemplare di Loddigesia mirabilis dalla bicoda cobalto le passa davanti distraendola completamente.

Un'ultimo sforzo ed ora è dentro. Dopo avere disceso il pozzo, strisciato sui gomiti e sulla pancia seguendo il percorso dell'acqua, risalito una scala di pietra sotterranea malferma e scassinato una antica porta di legno chiusa con un lucchetto, Consuelo finalmente entra senza ulteriore fatica all'interno dell'edificio. Ciò che per prima cosa rapisce la sua attenzione è un intenso profumo di Chianti Classico DOCG. Il vino della sua terra le cui note floreali di mammole, giaggiolo, frutti rossi e spezie la portano letteralmente in estasi facendole dimenticare per un attimo il motivo per cui è lì.
Miss Grey saltella felice nel boschetto fresco, gira in tondo attorno al profumato faggio sui cui rami s'è posata la Loddigesia. Annusa, gratta, prova a saltare e si sente felice. Quel gioco le piace, non vorrebbe farne uno diveso ed è decisa a rimaner lì tutto il giorno a guardare l'elegante uccelletto muversi sinuoso. Poi all'improvviso il cicaleccio di due stupendi e coloratissimi Neophema chrysogaster, meglio conosciuti come Parrocchetti ventrearancio, la distrae nuovamente portandola con la fantasia in luoghi inimmaginabili.

Oramai paga delle leccornie dalle quali è circondata, Consuelo decide di venir via dal quella cantina dei sapori ed appena fuori dalla porta si riprende completamente maledicendosi per tutto il tempo perso. Un corridoio lungo dalle luci soffuse l'accoglie indicandole un'unica via d'uscita a destra. Si domanda curiosa come mai a quel punto ancora nessuno l'abbia scoperta. Procede a passo svelto lungo le pareti color mattone del corridoio alla fine del quale sale un'ultima rampa di scale fino all'uscita. Chiudendosi la porta alle spalle, si accorge con sgomento di essere ritornata all'ingresso della villa, solo che ora è dentro! Dall'altra parte della porta c'è parcheggiata la sua auto. In quella stanza non c'è che una serie di porte chiuse - salvo quella d'ingresso - che nemmeno i suoi arnesi più sofisticati hanno saputo scassinare. D'un tratto il suo orologio suona due piccoli bip a distanza ravvicinata: è il segnale che sta per scadere il tempo. Da lì a dieci minuti avrebbe dovuto presentarsi all'incontro per il Cafè Littéraire. Senza indugiare ulteriormente si lancia fuori e corre verso la sua automobile, sperando di non essere stata vista.

Distratta dal rumore di una porta che sbatte e vedendo una macchia verde scuro muoversi velocemente, Miss Grey a malincuore fa per abbandonare i pappagallini e gli uccellini colorati ed insegue la sagoma. In pochi balzi la raggiunge.
<<Sei qui!>> dice Consuelo ansimante per la corsa ed intenta a cambiarsi d'abito. Miss Grey risponde con un miagolio non troppo entusiasta.
<<Scoperto niente?>> continua, mentre si sistema i capelli. Un altro miagolio poco convinto.
<<Beh, nemmeno io! Abbiamo solo perso tempo ed ora è troppo tardi, anche se ad essere sincera non credo avremmo trovato qualcosa di interessante>> Consuelo fa in tempo a sistemarsi, che la sagoma di Roberta le si avvicina sorridente da lontano.
Preparata per l'imminente - ed a quanto pare innocuo - incontro, si dirige verso la padrona di casa, la quale con grande gioia le dice <<Consu, ti aspettavo!>> quindi l'abbraccia.
<<Ho portato il gelato e anche Miss Grey>> aggiunge lei un po' rossa in viso.
<<Mi hai salvato la giornata! Mi sentivo persa fino a poco fa! Andiamo, ti faccio strada!>> conclude Roberta.

***  *  ***  *  ***

Nel tempo libero faccio il Gatto vi augura buone vacanze e torna a settembre. Miu e Mia ringraziano per la presenza tutti coloro che sono passati a lasciare un saluto, un bacio e più spesso un abbraccio. Siamo commossi da tanto affetto e ogni giorno non ci sembra vero!
Anche il Cafè Littéraire si prende una pausa virtuale, in pentola bollirà sempre qualcosa ed è sempre bene non perdersi cosa accade Parallelamente!
Buona estate, buon mare e buona montagna a chi va, buona città a chi resta e buona vita a tutti!

Miu, Mia, MamiR e PapiF



NOTA: I nomi, i personaggi, i luoghi e gli eventi raccontati sono frutto della fantasia dell'autore, pertanto eventuali riferimenti a fatti e/o persone (laddove non specificato e se già in pertinenza richiesto agli interessati) è puramente casuale. Questo testo è di proprietà dell’autore ed è protetto dalla legge sul diritto d’autore n.633/1941 e successive modifiche. Come da disclaimer presente in "Nel tempo libero faccio il Gatto" ne è vietata ogni riproduzione, copia, pubblicazione o redistribuzione totale o parziale previa richiesta all'autore stesso. 

domenica 26 luglio 2015

Un posto a L'ombra

E quindi se ne sono andati!
Lasciandoci per un'intera settimana.
Poi son tornati pieni di denti...

Denti?

 

Sì, quando mostrano centocinquantamila denti e non c'è niente che tu possa fare per farglieli coprire!

I denti? 

Eh!


Intendi quando ridono?

Eh!

Beh vorrei vedere te al loro posto! Sono stati a Londra!


E questo cosa significherebbe?

Significa che sono felici, no?

Di averci lasciate sole una settimana?

No! Semplicemente di essere stati a Londra!


Io non ci trovo nulla di divertente!

Non siamo tutti uguali.

E poi sai già qual è la mia idea di divertimento! 

Sì, crocche e ninna! Sai che gioia! 

Io almeno non mi muovo di qui e se loro hanno bisogno di me io ci sono sempre! Tzè!

Per me tu avresti bisogno di un bel bagno!

Cosa c'entra il bagno, adesso?

Mah! Per rinfrescare i pensieri!

Ratto tu a volte sai essere senza cuore!

Prego?

Vuoi dirmi che non ti sono mancati nemmeno un pochino?

Io... ehm... sì, certo che mi sono mancati!


Non mi sembri convinta!
 
Ma sì, sì che mi sono mancati! Ma vuoi mettere la differenza? Quando papino e mammina non ci sono abbiamo la casa tutta per noi!

Noi abbiamo lo stesso la casa tutta per noi, anche quando ci sono! 

Non è la stessa cosa!

Che vorresti dire?

Voglio dire che quando loro non ci sono i nonnini ci portano il prosciuttino, e la carnina e il pesciotto! Poi con il dispensa-crocche automatico sai che posso fare la scassinatrice e mangiarmi razione doppia!

Pensi sempre a mangiare?

E tu pensi sempre a lamentarti?

Io non mi lamento! Io sono realista!
 
No, tu ti lamenti.


Ma poi posso dire una cosa?

Una?


Non mi sembra di aver visto questi gran bei posti all'ombra! Non capisco cosa cavolo ci siano andati a fare se poi nemmeno si son goduti la frescura!

...

mercoledì 15 luglio 2015

Il secondo è del Ratto

Ok, le avete dedicato una storia! Una di quelle... come dire... alla MariaDeFilippi&Co.!
E a me niente.
Mai.
Niente storie.
Ma mi chiamate Lamentina.
A me.
Sempre.
Perché io sono quella che si lamenta, perché ho sempre da ridire sul tempo, la pappa troppo fredda, la pappa troppo calda, la pappa troppo poca, la pappa troppo troppa!
Non vi va mai bene niente.
Ma su una cosa avete ragione.
Il secondo è del Ratto. E' il suo. L'ammetto!
Non obietterò oltre.
Vorrei solo sapeste che in fondo... ma davvero in fondo (in una parte nascosta del mio panciotto) io voglio bene al Ratto. Ma non diteglielo! Io sono una dura e le mielose serenate non sono da me!
Buon secondo compleanno, Ratto!
A te che mi hai rotto, Ratto.
A te che però mi hai anche completato!
Ti voglio bene.

venerdì 3 luglio 2015

Stop Allo Scherzo

Se anche tu come me sei stufo di esser preso per i fondelli...

Se anche tu ne hai le tasche piene di questo continuo dover far finta di stare al gioco...

Se anche tu non hai più voglia di sfoggiare il tuo più collaudato sorriso finto...

Se anche tu vuoi dire "basta" allo spreco di energie nel continaure a cercare coloro che si nascondono...

Se anche tu sei stanco di far finta che tutto ciò ti piaccia...

...grida

STOP ALLO SCHERZO

E come me tornerai a gioire!
Certo, forse all'inizio i giocherelloni si sentiranno offesi di questa presa di posizione, forse terranno il broncio per un po', forse non ti guarderanno come facevano prima, ma presto torneranno alla normalità e a comportarsi da adulti!
Stop Allo Scherzo e la vita ti sorriderà senza prenderti in giro!

Ehm... quale scherzo?

Quello che continuano a portare avanti imperterriti i tuoi genitori, tzè!

Ehm... non ho capito a quale scherzo ti riferisci!

Quello di far finta di non essere in casa, quello di continuare a nascondersi, quello di non rispondere quando li si chiama!

Quelli che hai elencato sono più di uno scherzo!

Hai capito, no? Questo loro costante modo di giocare come fossero bambini immaturi... dovrebbero smetterla! Alla loro età comportarsi in questo modo non fa che renderli letteralmente stupidi! E glielo dirò. Non appena si degneranno di venir fuori, glielo dirò. Credi che abbia paura?

Io... ehm... credo che tu abbia frainteso... loro sono... ehm... partiti!

Eh certo che sono partiti... con la testa sicuramente!

No, nel senso che sono lontani di qui!

Meglio per loro che se ne stiano lontani, non sai cosa gli farei ora!

Sono a Londra!

Con questo caldo me ne starei anche io all'ombra... ma aspetta che vengano fuori alla luce del sole e vedi!

Io (!)... ehm... ok (!!!)... ti aiuto a cercarli...

venerdì 26 giugno 2015

Come nasce un buon Cafè (alla panna)!

E' stato come un lampo.
Silvia esce dalla sua auto appena parcheggiata di fronte al grande casale. Nota svogliatamente le altre auto lì ferme, ma si domanda come mai non ci sia qualcuno nei paraggi! La giornata è limpida e l'orario ormai permette una piacevole sosta al sole. Si appoggia al cofano e con la mano destra tamburella sulla borsa appoggiata alla spalla. La giovane non sa che fare, né dove dirigersi, quindi decide di chiamare sul cellulare la padrona di casa per chiederle spiegazioni.
E' a quel punto che proprio lei le viene incontro - chissà da dove - con passo svelto e gioioso. A metà strada si ferma e le fa un cenno con la mano. La invita evidentemente a seguirla.
Silvia non se lo fa ripetere, anche perché i sorrisi nati nel frattempo sono contagiosi; si volta di scatto verso l'auto e puntando al bagagliaio va a prendere la scatola che ha portato con tanta premura per l'incontro di quel giorno.
<<Dobbiamo passare dal giardino, ci sono... ehm... dei lavori in casa!>> le dice Roberta sorridendo, non appena l'altra le si ferma di fronte, poi l'abbraccia con calore come non vedesse una vecchia amica da troppo tempo.
<<Bene! Una passeggiata mi sgranchirà le gambe!>> risponde impacciata Silvia, ricambiando l'abbraccio con una sola mano, dato che con l'altra tiene il pacchetto.
Le due s'incamminano per una stradina laterale costeggiata a sinistra dal casale e a destra dal bosco fitto e colorato.
<<Mi parlavi di lavori! Di che si tratta?>> domanda curiosa Silvia.
<<Mah! Nulla di così importante... è un progetto che sto portando avanti da un mesetto...>> risponde evasiva l'altra <<...poi sai, trasferirmi qui ha praticamente fermato il tempo...>>
<<Immagino!>> la interrompe Silvia <<Sono certa che la calma di questo luogo debba darti questa impressione, vero?>>
<<...mmh, sì! Qualcosa del genere!>> chiude il discorso Roberta.
Arrivata sul retro Silvia scorge la grande vetrata che dà sull'interno e dopo aver liberato le mani poggiando tutto su un tavolino lì vicino, chiede a Roberta di raccontarle qualcosa sulle stanze per gli incontri letterari.
Un ampio sorriso illumina il volto della piccola padrona di casa, la quale si profonde in una minuziosa descrizione dell'idea di distribuire le sale l'una accanto all'altra. Appena varcata la vetrata, un ampio ingresso rotondo ospita sei porte tutte differenti.
<<La prima alla nostra sinistra è la Classic Room, come vedi la porta è in mogano scuro. Seguono la Modern Room che ha la porta in betulla chiaro spazzolato e la Vintage Room con la porta in rovere sbiancato>> comincia a spiegare lei.
<<Originale! E scommetto che la mia è quella!>> Silvia punta decisa il dito verso la prima porta dopo il corridoio che divide la stanza rotonda a metà.
Appena accanto al corridoio c'è una porta ricca di arzigogoli, ha uno stile orientaleggiante: è in ciliegio con venature rossicce. Ha la forma di un arco, ma termina in alto con una punta. Al centro ospita una vetrata multicormatica anch'essa a punta per seguire la cornice. La maniglia a forma di diamante è di vetro e porta direttamente alla Bohemian Room. 
<<Caspita, sì! E' proprio lei!>> sorride ammirata Roberta <<Accanto a quella ci sono le ultime due porte che danno rispettivamente sulla Minimal Room e sulla Shabby Chic Room>>.
<<Ehi, sono le 17! Facciamo merenda e cominciamo?>> propone Silvia.
<<Ma certo!>> replica l'altra <<Seguimi nel Cafè!>>


NOTA: I nomi, i personaggi, i luoghi e gli eventi raccontati sono frutto della fantasia dell'autore, pertanto eventuali riferimenti a fatti e/o persone (laddove non specificato e se già in pertinenza richiesto agli interessati) è puramente casuale. Questo testo è di proprietà dell’autore ed è protetto dalla legge sul diritto d’autore n.633/1941 e successive modifiche. Come da disclaimer presente in "Nel tempo libero faccio il Gatto" ne è vietata ogni riproduzione, copia, pubblicazione o redistribuzione totale o parziale previa richiesta all'autore stesso.

giovedì 18 giugno 2015

Occhietto sguincio


Definizione di sguìncio: sostantivo maschile probabile derivato del francese antico guenchir «andare di traverso, per sghembo», che a sua volta deriva dal francone wenkjan.

In pratica il Ratto sta schiarendo i peli attorno all'occhio destro.
Diciamo che sta schiarendo anche i baffi a destra.
Diciamo che questa anomalia da gatto strano la noto io soltanto.
E io soltanto la vedo per quel che è: una probabile alitosi che, estesasi tramite "leccaggio" di zampetta anteriore destra, ha provocato scoloritura della peluria durante una pulizia molto profonda del muso. Mi sembra evidente, no?
Papino e mammina sono tutti un fremito. Sono tutti un gridolino d'amore tipo "uuuh che carinaaa!", "uuuuh sono colpi di sole!", "oooh quant'è bella!".

Sto per vomitare.

Vorrei ricordare che per sguincio si intende anche: conformazione di una struttura muraria caratterizzata da due superfici piane verticali formanti angolo OTTUSO!!!
E ho detto tutto!

mercoledì 10 giugno 2015

Quando arriva la nonna

Quando arriva la nonna è sempre festa.
Quando arriva la nonna restiamo sveglie fino a tardi.
Quando arriva la nonna mangiamo sempre schifezze.
Quando arriva la nonna urliamo a squarciagola il suo nome e lei non si arrabbia.
Quando arriva la nonna i divani diventano casa e se un'unghiata ci sfugge lei è pronta a difenderci.
Quando arriva la nonna beviamo dal rubinetto.
Quando arriva la nonna lecchiamo i piatti sporchi.
Quando arriva la nonna il domani è sempre troppo vicino.
Quando arriva la nonna non esistono punizioni.
Quando arriva la nonna niente vaccini.
Quando arriva la nonna più topolini.
Quando arriva la nonna il sole è splendente.
Quando arriva la nonna piovono crocche dal cielo.
Quando arriva la nonna la mamma è felice.
Quando arriva la nonna il papà lo è ancor di più.

Quasi cominciavano a crederti... ma con l'ultima l'hai sparata proprio grossa, eh!

lunedì 1 giugno 2015

Le peculiarità del Ratto

Non sono solita elogiare le mie qualità, né tanto meno innalzarmi a "felina dell'anno". Non vi dirò di quella volta che con un rapido salto ho volteggiato in aria per acchiappare quella succosissima mosca in un colpo solo, né quando ho fatto morire di paura la mia mammina perché ero scomparsa salendo sul soppalco. Oggi vi parlerò del Ratto. Sì! Di mia sorella gatta: tale Mia!
Ebbene cosa sappiamo di lei?
Che è un gatto dal punto di vista formale, ma nella realtà:
- non profuma di gatto, ma puzza di ratto
- ha un muso che ricorda vagamente un topo dei cartoni animati (altro che felino!)
- non sa saltare (tutt'al più lei "si appoggia" agli umani per esser issata... e questo non è saltare!)
- quasi non sa miagolare
Questi motivi da soli potrebbero già bastare ad estrometterla dal fantastico mondo dei "gatti", ma no!
Lei vuole osare, lei aggiunge motivi a motivi, lei ha delle peculiarità solo sue che la rendono praticamente inutilizzabile anche come cacciatrice.
Queste di seguito le prove.
E mi darete ragione!


sabato 23 maggio 2015

Anniversario con sorpresa

Ebbene sì!
E' passato un anno intero dal primo post che ha ospitato parole abbinate al buon cibo. Esattamente un anno fa apriva i battenti il Cafè Littéraire e prometteva di divulgare scritti, opere, frammenti d'arte accompagnati ogni volta da un goloso spuntino preparato per l'occasione!
Io entravo nel mio salottino e presentavo l'ospite del mese. Ospite che con grande pazienza non solo decideva di accettare l'invito, ma di mettersi in gioco pensando a come accostare in modo sinuoso una ricetta ad un brano di letteratura o alla scena di un film. Incantata ogni volta dalla armonia che ne veniva fuori, mi sono più volte chiesta cosa io facessi realmente per queste donne.
Insomma qual è stato il mio ruolo?
Le ho invitate in casa mia e non ho offerto mai niente perché il cibo lo hanno sempre portato loro (!!!), a leggere non sono stata poi così brava perché in fondo la mia voce non è tanto melodiosa da meritarne l'ascolto... la location se la sono anche un po' immaginata, dato che fondamentalmente le ho ospitate in "territorio gatto"! Mi son quindi chiesta per un anno intero quale fosse la mia parte attiva, il mio ruolo in tutto ciò e la risposta ha un po' tardato, ma alla fine è giunta!
Per l'anniversario del Cafè Littéraire ho deciso di chiuderla qui! Sì, insomma... non va bene usufruire della luce riflessa e della fama delle padrone di casa.
Si veda a tal proposito la faccia delle due bimbe pelose qui al lato --->
Quindi mi sono data un tono e ho deciso di piantarla! Basta! Va bene così. L'angolino letterario ha dato il suo meglio e in ben undici puntate si è lasciato seguire e a volte anche amare da un ben variopinto pubblico, mi ha dato un sacco di soddisfazioni e tanti bei regali! Ho potuto conoscere donne fantastiche, caparbie e sensibili, originali e profonde. Insomma mi sono divertita! E' questo il regalo che voglio farmi e farvi: la coerenza!
Se è vero che nell'ultimo anno si sono sprecate parole, complimenti, riflessioni, immagini, capolavori culinari e fantasia, è anche vero che coerentemente a questo gran lavoro fatto debba essere accostato lo spazio giusto.
Io il regalo l'ho creato, ma da brava furbetta ho voluto affiancarvi un po' di suspance. Per dirla all'italiana... un po' di fremente attesa. Un anniversario dura un giorno intero, no? Ebbene io ho un regalo per le mie passate ospiti che durerà per un tempo (in)definito! I ringraziamenti sarebbero  banali, così ho deciso di preparare qualcosa di diverso dal solito! E se l'attesa del piacere (?) è essa stessa piacere, vi andrà sicuramente di ripassare da qui alle ore 17.00, vero?
Come perché?
Eh, perché alle 17.00 oggi attiverò questo link (che prosegue qui, qui e qui)!
Stay tuned!

sabato 16 maggio 2015

Problema

Data una cuccetta X di proporzioni Y e volumetria Z, si dimostri che è possibile riempirla con Gatto A + Gatto B così che entrambi i gatti siano comodi e la cuccetta X non esploda. 

Dati

Cuccetta X

Misure: 41cm x 35cm x 26cm.
Colore: rosa e grigio con peluche bianco
Superficie d'appoggio: 37cm x 26cm
Rivestimento esterno: peluche
Rivestimento interno: pile
Imbottitura: materiale espanso
Fondo: nylon

Gatto A

Razza: Europeo
Colore del manto: nero con una macchia bianca
Sesso: Femmina
Età: 2 anni e 3 mesi
Misure massime: 20cm x 20cm x 70cm
Peso: 3,560 kg

Gatto B

Razza: Siamese
Colore del manto: beige e marrone
Sesso: Femmina
Età: 1 anno e 10 mesi
Misure massime: 25cm x 25cm x 80cm
Peso: 4,580 kg

Svolgimento

Si prenda la cuccetta X (della quale è facile valutare le proporzioni Y come non fisse, in quanto il materiale della stessa è morbido e coccoloso) e la si ponga su una superficie d'appoggio piana ma non dura, in modo che il Gatto A e il Gatto B siano attratti dalla stessa.
Calcolarne quindi il volume.
Calcolare il volume dei gatti.
Constatare che per le leggi non opinabili della matematica, i due gatti pur essendo più lunghi di una bella spanna, hanno dalla loro parte una grande capacità contorsionistica.
Attendere.
All'arrivo dei gatti, preparare una eventuale macchina fotografica, così da creare prove preventive.
Attendere la messa in posa di Gatto A e Gatto B.
Scattare.

Soluzione

domenica 10 maggio 2015

Auguri brioche!

E' mia.

Sei fuori. E' mia.

Non ci pensare minimamente... è solo mia.

Levatelo dalla testa, è mia e basta!

Ma scherzi? E' mia e lo è sempre stata.

Fatti in là. E' mia!

Togliti di mezzo tu... è mia e non si discute!

E' mia!

No, mia!

Hai presente quei graffietti da unghiette sul braccio destro? Ecco, quelli glieli ho fatti io!

E tu hai mai notato quei buchini di dentini sul mignolino del piede sinistro? Ecco, quel morso era mio!

Il pigiamino rosa bucato è stato un mio presente!

La sua maglia preferita color petrolio ora ha tutte le cuciture originali grazie a me!

Mia, ti dico!

Balle! Mia!

Mia!

Mia!

Mia!

Mia!

Mia!

Mia!

Ok, non vorrei dirlo, ma in realtà è mia.

Mammina è tua?
Mammina è tua?

Ah, no ok! Io parlavo dell'ultima brioche!

domenica 3 maggio 2015

Io sono un gatto. Posso farlo.


No, serio! Io non capisco. Proprio non capisco quale sia il loro problema. Cioè dico... che gli cambia? Gli tolgo mica le crocche dalla ciotola? Insomma non ho fatto nulla di male. E' un modo come un altro, questo, di valutare le cose. Osservare da un punto di vista differente oggetti, fatti e persone. Stolto è chi non cambia prospettiva in favore di un miglior gioco di luci ed ombre. Saggio è chi indossa lenti diverse per capire il mondo. O no?


Eppure noto un iniziale interesse. Certo, poi diviene disfatta e collera... ma che posso farci? Sono un gatto (...sssono un gattino, il più carino, il più dolciotto e paperotto...)! Lei mi cerca, quindi mi trova. Poi mi guarda, mi scruta e osserva da lontano. Quindi sorride, poi ride di gusto e chiama lui. Lui mi cerca, mi trova con lo sguardo e sorride. Nasce allora la scintilla del fotografo... e la luce, l'ombra, le sedie  - una sull'altra - il bilico, l'equilibrio precario, un click. "Male, male, male" dice lei. "Ancora un'altra" dice lui. "Vuoi che cada?" lei ribatte. "Certo che no!" si fa lui piccolo. Di nuovo all'opera per immortalare un momento anziché goderselo. Io invece no! Io ho il potere. Io dirigo. Io indirizzo, io sono il motivo. Ed ecco che lei si arrabbia, non capisce. Eppure io sono un gatto! Vorrei dirglielo che sono un gatto! Mi è concesso. Posso farlo. Io vado dove voglio. E se mi si vuole immortalare, il motivo va cercato nel mio esser tale.


Il fatto che io mi trovi tre metri più in alto è irrilevante. Io sono un gatto. Posso farlo.

venerdì 24 aprile 2015

Ero con te, tutto il resto l'ho scordato


Quindi fammi capire... perché siamo dietro questa tenda?

Eh, perché è più appropriato!

Appropriato?

No, cioè... volevo dire appartato!

Appartato!?!

Sì!

Lo sai che è giorno, vero?

Certo!

E ciò implica che la stanza è illuminata!

Ovvio!

E sai anche che ci sono quei due che ci stanno facendo un servizio fotografico, sol perché siamo qui dietro, vero?

Eh, già!

E lo vedi che da un lato c'è la tenda, ma dall'altro c'è un vetro?

Ehm... sì!

E sei al corrente del fatto che i vetri solitamente sono trasparenti?

Naturalmente!

E ti sei accorta, vero, che la tenda non è poi così scura e insonorizzata da rendere questo luogo APPARTATO?

Io... ehm... sì!

Ma hai scelto questo posto!

Ho scelto questo posto!

Ok!

Ok!

Quindi... vai... parla! Che c'è?

Niente!

...

Me lo son scordato! 

Stupido Ratto!

venerdì 17 aprile 2015

Con un poco di Cafè Littéraire

Il principio della vita elegante è un alto pensiero d’ordine e d’armonia,
destinato a trasmettere poesia alle cose.
(Honoré de Balzac)
Come si misura l'eleganza?
In attenzioni. In gesti, forse.
Probabilmente in sguardi o in delicate carezze.
Nel portamento, nella pacatezza della voce, nel candore di un'espressione.
Nella raffinata ricerca di qualcosa di bello. Sempre.
Quand'ecco che comincia aprile e fiorisce di primavera ogni viale, l'erba profuma e nell'aria c'è un forte odore di salsedine misto a Tarassaco. Spalanco le finestre per far entrare un po' di questa brezza e mi accorgo che elegante come una sferzata d'aria fresca c'è solo il modo gentile di qualcuno di entrar nella tua vita. Il cielo è generoso e vuole condividere ogni sua tonalità, infatti in lontanaza si scorge qualche nube curiosa e color perla. Chiudo le ante delle portefinestre, le lascio basculanti: ora le tende ballano una danza così tanto soave ch'è una gioia stare a guardarle.
Pinterest
Metto su la caffettiera che in cinque minuti reclama la mia attenzione. Ho capito che vuol confrontarsi con gli odori del mondo e crearsi un piccolo posticino importante anche lei. Mi regala un caffè forte e intenso. Bollente e nero. Preparo le mie tazzine disegnate d'oro e color pesca, la sala è pronta, io lo sono. Manca solo lo zucchero. Così mi affretto a tornare indietro. Non faccio in tempo che qualcuno bussa dolcemente. E' arrivata! Lei viene da lontano. Non perché fisicamente lo sia, ma perché è lontana dai miei modi paciosi (lei ha gesti delicati) e dalle mie manifestazioni di giubilo (lei probabilmente ha una voce candida e melodiosa). Lei mantiene una composta eleganza. Sempre.
Quindi sopraggiunge l'ansia! Non sarò mai all'altezza! Non ho nemmeno lo zucchero! Oh, panico! Oh Dèi! Oh, zuccherodovesei!
Eh niente... Elena ha portato lo zucchero, quel po' che basta a render questo incontro saporito, quello adatto all'occasione, un po' bruno, un po' integrale, con un retrogusto di liquirizia che dà personalità. Giusto in tempo! Il caffè si sarebbe freddato, altrimenti. Come avrei fatto poi a leggerle il pezzo preparato? Non l'avrebbe gradito. Saprà che adoro questo autore? Non è la prima volta che mi lascio imbrigliare dalle di lui parole. Glielo spiegherò! Le dirò che La Sposa giovane è la sua ultima opera, ha giusto un mese di vita. Ho respirato queste pagine prima ancora di leggerle ed ho ingoiato questa storia come fosse miele: che all'inizio è così dolce, ma poi anche un po' la gola pizzica.
Apprezzerà? Oh sì! Lei apprezzerà!

Voi che invece passate e mi circondate d'affetto, lasciatevi invece travolgere dalla primordiale bellezza: quella che conquista con un tocco. Tutti Con Un Pocco Di Zucchero oggi! In armonia con i profumi del mondo, assieme al mio caffè, assaggiate con me la sua magia!

Bella oltre ogni dire, mi sgretolo nel minimo andare, rovesciando in un attimo ogni ammirazione in pietà e ogni desiderio in disagio.
E' una cosa che so. Ma non ho inclinazine per la tristezza, né talento per il dolore.
Mentre la conversazione era passata alla tardiva fioritura dei ciliegi, la Sposa giovane si avvicinò alla Figlia e si chinò a baciarla sulle guance. Lei non si alzò perché in quel momento voleva essere bella. Parlarono sotto voce, come se fossero vecchie amiche, o forse per il desiderio improvviso di diventarlo. D'istinto, la Figlia capì che la Sposa giovane aveva imparato la lontananza, e non l'avebbe mai dismessa, avendola scelta come la propria particolare e inimitabile forma di eleganza. Sarà ingenua e misteriosa, sempre, pensò. La adoreranno.

Da La Sposa giovane, pag. 24 di Alessandro Baricco