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venerdì 23 ottobre 2015

E poi accade che...

...in un giorno qualunque, sei presa dalle tue cose e pensi a cosa preparare per cena e senti che proprio la giornata non va. C'è qualcosa che frena il naturale entusiasmo. La quotidianità è monotona e monotòna e daresti qualunque cosa per fuggire via all'istante per respirare un po' d'aria buona.


Poi ti guardi intorno, pensi che c'è sempre troppo da fare e di fermarti non ne hai sempre la possibilità. L'autunno incalza e una tazza di fumante tè al pomeriggio è l'unica a scongelarti letteralmente. Possibile mai? pensi, e con costanza e decisione riprendi il ritmo routinario della tua vita, accarezzando una delle tue gatte distrattamente e sentendo solo di sfuggita che l'altra chiede attenzioni strusciandotisi tra le caviglie!


Il silenzio ovattato di quel grigio pomeriggio viene improvvisamente rotto dallo stridìo fastidiosissimo del citofono - maledetto prima o poi ti aggiusterò o prenderò a pedate!!! - il quale con impressionante tempismo interrompe non solo i pensieri inutili di un inutile momento, ma anche il protrarsi di una giornata noiosissima.
E' il corriere! - dico.
E' il corriere? - penso.
E che vuole? - domando.
Che potrà mai volere? - mi rispondo... e così via mentre il giovine in attesa di una firma mi guarda perplesso rispondendo alla domanda non posta in sua presenza: "deficiente, consegno un pacco, no?".
E in effetti, cosa potrebbe mai volere un corriere?
E poi uno STRAP.
E poi cambia la giornata.


Entra prepotente un raggio di sole. Si ferma alla mia soglia e mi regala un po' di calore. Inaspettato e vivo. E mai come in quel momento capisco che di sole, quella giornata, ne aveva proprio bisogno.
E' un regalo!
E' un regalo?
E' per me!
Sì, sì... è per me!
Me lo manda LaRobi... proprio lei! Una donna dolce, piena, dalle mille sfumature argento e cristallo, dalle mani delicate e dal tratto gentile. E' un quadretto. E' un disegno. E' una frase. E' un pensiero.
E' un raggio di luce!
Ed io... solo grazie!

venerdì 17 aprile 2015

Con un poco di Cafè Littéraire

Il principio della vita elegante è un alto pensiero d’ordine e d’armonia,
destinato a trasmettere poesia alle cose.
(Honoré de Balzac)
Come si misura l'eleganza?
In attenzioni. In gesti, forse.
Probabilmente in sguardi o in delicate carezze.
Nel portamento, nella pacatezza della voce, nel candore di un'espressione.
Nella raffinata ricerca di qualcosa di bello. Sempre.
Quand'ecco che comincia aprile e fiorisce di primavera ogni viale, l'erba profuma e nell'aria c'è un forte odore di salsedine misto a Tarassaco. Spalanco le finestre per far entrare un po' di questa brezza e mi accorgo che elegante come una sferzata d'aria fresca c'è solo il modo gentile di qualcuno di entrar nella tua vita. Il cielo è generoso e vuole condividere ogni sua tonalità, infatti in lontanaza si scorge qualche nube curiosa e color perla. Chiudo le ante delle portefinestre, le lascio basculanti: ora le tende ballano una danza così tanto soave ch'è una gioia stare a guardarle.
Pinterest
Metto su la caffettiera che in cinque minuti reclama la mia attenzione. Ho capito che vuol confrontarsi con gli odori del mondo e crearsi un piccolo posticino importante anche lei. Mi regala un caffè forte e intenso. Bollente e nero. Preparo le mie tazzine disegnate d'oro e color pesca, la sala è pronta, io lo sono. Manca solo lo zucchero. Così mi affretto a tornare indietro. Non faccio in tempo che qualcuno bussa dolcemente. E' arrivata! Lei viene da lontano. Non perché fisicamente lo sia, ma perché è lontana dai miei modi paciosi (lei ha gesti delicati) e dalle mie manifestazioni di giubilo (lei probabilmente ha una voce candida e melodiosa). Lei mantiene una composta eleganza. Sempre.
Quindi sopraggiunge l'ansia! Non sarò mai all'altezza! Non ho nemmeno lo zucchero! Oh, panico! Oh Dèi! Oh, zuccherodovesei!
Eh niente... Elena ha portato lo zucchero, quel po' che basta a render questo incontro saporito, quello adatto all'occasione, un po' bruno, un po' integrale, con un retrogusto di liquirizia che dà personalità. Giusto in tempo! Il caffè si sarebbe freddato, altrimenti. Come avrei fatto poi a leggerle il pezzo preparato? Non l'avrebbe gradito. Saprà che adoro questo autore? Non è la prima volta che mi lascio imbrigliare dalle di lui parole. Glielo spiegherò! Le dirò che La Sposa giovane è la sua ultima opera, ha giusto un mese di vita. Ho respirato queste pagine prima ancora di leggerle ed ho ingoiato questa storia come fosse miele: che all'inizio è così dolce, ma poi anche un po' la gola pizzica.
Apprezzerà? Oh sì! Lei apprezzerà!

Voi che invece passate e mi circondate d'affetto, lasciatevi invece travolgere dalla primordiale bellezza: quella che conquista con un tocco. Tutti Con Un Pocco Di Zucchero oggi! In armonia con i profumi del mondo, assieme al mio caffè, assaggiate con me la sua magia!

Bella oltre ogni dire, mi sgretolo nel minimo andare, rovesciando in un attimo ogni ammirazione in pietà e ogni desiderio in disagio.
E' una cosa che so. Ma non ho inclinazine per la tristezza, né talento per il dolore.
Mentre la conversazione era passata alla tardiva fioritura dei ciliegi, la Sposa giovane si avvicinò alla Figlia e si chinò a baciarla sulle guance. Lei non si alzò perché in quel momento voleva essere bella. Parlarono sotto voce, come se fossero vecchie amiche, o forse per il desiderio improvviso di diventarlo. D'istinto, la Figlia capì che la Sposa giovane aveva imparato la lontananza, e non l'avebbe mai dismessa, avendola scelta come la propria particolare e inimitabile forma di eleganza. Sarà ingenua e misteriosa, sempre, pensò. La adoreranno.

Da La Sposa giovane, pag. 24 di Alessandro Baricco

venerdì 6 marzo 2015

Cafè Littéraire ...portami via!

La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono.
Charles Darwin


Quando ho intrapreso il "viaggio" del Cafè Littéraire, ho immaginato fin da principio come instaurare le collaborazioni che sarebbero venute con il tempo. Ho sempre cercato animi affini, persone con le quali è stato bello intavolare un dialogo, contrapporre delle idee.
Mai avrei immaginato di incontrare persone non solo piene di cosedadire, valoridacondividere e ideedaregalare, ma anche affascinanti nel senso più arcaico del termine. Da fascĭnum che significa amuleto: con ad-fascĭnare si vuole in effetti intendere "incantare", "ammaliare", "stregare"!
E' così! Le donne che ho avuto il piacere di ospitare hanno esercitato su di me un fascino, prima mentale, poi caratteriale e personale che mi ha spinto più che mai a sentirmi grata di esser stata così fortunata per la loro serietà.
Assieme a cotanta virtù oggi accosto la più nobile delle qualità. Quella della serenità! Silvia è entrata nella mia vita con una delicatezza pari solo a quella delle mie gatte. E' una donna che ispira fiducia perché fondamentalmente ne dà. C'è una dote che spicca protagonista quando si parla di lei... lei è pura! Pura come sanno esserlo gli animali in tutte le loro splendide manifestazioni. E come loro è completamente scevra da ogni qualsiasi pensiero, emozione, sensazione, sentimento negativo.
Silvia è una donna che parla di animali, aiuta gli animali e ne comprende i misteri!
L'orgoglio che mi incrina la voce (lo sentireste se parlassi, ovviamente) è dato dal fattto che con lei condivido una passione forte che ci ha portato a camminare fianco a fianco lungo il sentiero della felinità! E' non solo una amica, ma anche la co-coordinatrice del progetto True Feline good Blog che portiamo avanti da quasi un anno. Avere l'opportunità di conoscerla nei "dietro le quinte" dei nostri post è stato forse il miglior regalo che il mondo della blogosfera ha potuto regalarmi. A lei solo grazie!
Io però l'ho invitata per un ennesimo motivo! Non smette mai di stupire perché di appassionato possiede anche la dote culinaria... eh, beh, avrei mai potuto farmi mancare lo stuzzichino di metà mattina? Per niente al mondo!
Direttamente dalla sua Pasticceria portami via! la Torta di rose è tutta per gli ospiti di questo salottino... correte a gustarne una fetta! Non prima di aver spulciato per benino il frammento letterario che ho scelto per voi. Di Luis Sepùlveda da Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, un pezzettino di vita che insegna quanto possa essere semplice amare non solo chi è diverso per colore, piume e peli, ma anche cuore, mente e razza!
Buona lettura!

Ti vogliamo tutti bene, Fortunata. E ti vogliamo bene perché sei una gabbiana, una bella gabbiana. Non ti abbiamo contradetto quando ti abbiamo sentito stridere che eri un gatto, perché ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma sei diversa e ci piace che tu sia diversa. Non abbiamo potuto aiutare tua madre, ma te sì. Ti abbiamo protetta fin da quando sei uscita dall'uovo. Ti abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un gatto. Ti vogliamo gabbiana. Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo. Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare. Quando ci riuscirai, Fortunata, ti assicuro che sarai felice, e allora i tuoi sentimenti verso di noi e i nostri verso di te saranno più intensi e più belli, perché sarà l'affetto tra esseri completamente diversi.

Da Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, di Luis Sepùlveda