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lunedì 5 settembre 2016

...come volare... come tornare...

Partire è come volare.
Abbandonarsi irrimediabilmente sul tappeto del vento che, malandrino, ci spinge in alto provocando il vuoto nello stomaco. E un po' ci piace e un po' fa paura.
L'entusiasmo nasce da quel senso di libertà di cui la vita ha necessariamente bisogno per pompare emozioni; fa paura perché in fondo, per quanto sia alto lassù, il timore è quello che poi bisognerà scendere e tutto dovrà finire.
Fa bene al cuore, però. Insegna, cambia, fortifica e dà. Ogni pezzettino di vita in un luogo nuovo contribuisce a creare il patchwork della nostra esistenza. Colorato, diverso, originale, storto e indefinito, a tratti disordinato, ma ordinatamente gradevole al nostro cuore.
Questa è l'esperienza, maestra di salti e piroette, improbabile guida per l'umore, preziosa cicatrice a ricordo di un estatico momento di gioia.

Partire è come tornare.
Fremere al pensiero dei profumi più cari, ritrovati immediatamente a 3 metri da casa, dopo avere sviluppato un olfatto da segugio. Brivido che corre sulle braccia e rizza i peli leggeri della nuca, obbligandoci a chiudere gli occhi per godere appieno della sensazione ritrovata.
Casa è rifugio, è consapevolezza, è sicurezza.
Varcare la soglia delle esperienze-già-fatte, solo per ritrovarsi nella stanza più luminosa che ha appena accolto le esperienze-nuove aggiungendole alla preziosa collezione.
...ché tornare è certezza e forza insieme.

Fermare ogni istante non è possibile.
Dipingere quelli giusti di ironia dorata e i più incantati di uno stupore cristallino smeraldo, poi, è inimmaginabile. Tentare è la strada. Provare. Condividere. Infondere. Regalare.
Ed io ci provo...un respiro pieno, un raggio di sole e bentornata a casa.