domenica 20 ottobre 2013

Regole

1. Osservazione
2. Valutazione
3. Ragionamento
4. Intenzione
5. Calcolo
6. Prova mentale
7. Prova empirica
8. Risoluzione

Le regole cui un vero gatto si attiene e che lo rendono l'animale più intelligente!
Sì, certo... qualche eccezione c'è sempre!
Mia sorella ha osservato l'oggetto sul tavolo, ha valutato quanto fosse appetibile, ha ragionato sul fatto che sarebbe stato ottimo mangiarlo, è quindi nata in lei l'intenzione di arrivare al boccone, ha calcolato quanto potesse esser distante, ha provato mentalmente ad assaggiarlo, ha quindi provato empiricamente a saltare per prenderlo. Risoluzione nulla.
Ha rovinosamente sbattuto il muso sul bordo del tavolo, è rimasta appesa come un salame per pochi secondi, quindi è caduta all'indietro sulla schiena ed è rimasta spiaccicata a terra come una tartaruga a pancia all'aria!
Ah! Ridicola!



sabato 12 ottobre 2013

Il mio angolo di Paradiso

Ho dovuto sopportarla per 2 ore ininterrotte, senza sapere che al termine delle quali avrei perso per sempre il mio angolo di Paradiso.

E' cominciato tutto all'alba, quando con un languorino mi sono diretta alla mia ciotola - giuro, silenziosa come un gatto - ma quel ratto beige ha un effettivo sesto senso sofisticato o un udito  troppo sviluppato e mi si è incollato alla coda.
Testa a testa per le crocchette, vince sempre il ratto. In fondo sono una gatta buona.
Terminata pappa mi son diretta al davanzale della finestra (mammina e papino erano già svegli e mi avevano preparato il posticino anti-ratto!). Il mio angolo di Paradiso: l'unico posto dove quel topo beige non riesce ad arrivare, date le zampe corte da gatto nano di 3 mesi!
In quell'angolo lascio che i miei pensieri vadano con il vento, divento tutt'uno con la natura e il profumo dell'erba mi attrae ogni giorno regalandomi nuove sfumature in ogni momento: oggi di pino, domani di edera, ieri di caprifoglio.
E poi la rondine insegue il gabbiano, il merlo spunta dal cespuglio mentre un'ape ronza attorno a quei gerani. Mille mondi in uno solo. La pace dei sensi.

Quindi quel ratto ha cominciato a starmi alle calcagna e per le successive due ore ha continuato imperterrita a saltare. Ah! Quella folle non ha concesso un attimo di tregua ai suoi muscoli! Ha provato e riprovato, saltato e ancora e ancora, ma nulla.
Ha provato dal letto. Troppo lontano.
Ha provato ad arrampicarsi alla tenda. Senza unghie non ha potuto alzarsi più di 30 centimetri.
Ha provato a raggiungere il davanzale. Una volta appesa i muscoli non hanno retto.
Quindi mi sono rasserenata, le ho mostrato il mio sorriso splendente e ho potuto dedicarmi al mio sonnellino sotto il sole del mattino, così caldo e luminoso a quell'ora del giorno sul mio angolo di Paradiso. 

Camminavo su quel selciato in fiore e un profumo attraente guidava ogni mio passo e di tanto in tanto spuntavano sul cammino saporiti bocconcini di carne, succulenti e generosi. Assaggiavo il primo e già sentivo il languorino per il successivo che avrei trovato. Eccolo lì, laggiù, sulla strada che intanto diventava morbida come il mio cuscino preferito. Sentivo quel soffice suolo sotto le mie zampe e sapevo che se fossi stata stanca, mi sarebbe bastato stendermi ed avrei tastato la comodità di ogni centimetro quadrato di quel luogo stupen...

...è stato in quel momento che il ratto mi ha svegliata e riportata alla realtà!
Dopo due ore, la bestia, calpestandomi il viso e sporgendosi fuori dalla finestra, ha urlato

Ce l'ho fatta!!!

venerdì 27 settembre 2013

Era solo intelligente

Ma dai, guarda che carina!

Cosa?

Ora, ora, guarda ora!

Ma cosa?

Miumiu... guardala... fa l'occhiolino!

Ma che dici! Non è possibile!

Ma sì, guarda che bella la nostra patata! Ha imparato da noi!

Ma questa è deficiente! C'ho qualcosa nell'occhio, che posso fare, mammina, ficcarmi le unghie negli occhi? Eh? Secondo te, cosa?

Amore, per me ti sbagli, ha qualcosa che non va!

Ma no! E' un tic normale nei gatti, fidati!

No! Fidati tu... c'ha l'occhio pieno di pus! Chiamo la dottoressaB e fisso un appuntamento.


Ore 11.00

Buonasera dottoressaB, ecco l'occhietto purulento.

Sì, buonasera!
Ma questa è congiuntivite, sì, batterica... direi che 6 giorni di collirio potranno guarirla completamente! Vediamo quanto pesa. Bene ha raggiunto i 3 kili, è in perfetta forma: 3.280 kg. E ora portatevela a casa, sta bene!

Hai visto che stava male?

Mah, per me era solo intelligente!

martedì 10 settembre 2013

Il terzo giorno


Se è vero che dopo tre giorni il pesce puzza e se è vero che quel ratto fondamentalmente potrebbe essere paragonato ad un fetido pesce, potrei godere il giorno del mio settimo complemese (cioè oggi) grazie a un regalo inaspettato! Che mandino via quel topo beige? La sola idea mi rende felice...
E se invece restasse? Oddio! Non avevo riflettuto sull'evenienza che quel 'coso' potesse rimanere... se così fosse dovrei escogitare qualcosa.
Potrei giocare la carta degli Occhionilucciconi con mammina e papino. Ma davvero crederebbero che io stia così male e quindi eliminarne la fonte?
Mah, sembra improbabile che quei due, abbindolati come sono, possano notare i miei commoventi occhioni lucciconi.
Potrei far fuori l'indesiderata con una zampata.
Questo piano, però, comporta che io attenda non solo che mi ricrescano le unghie, ma che mammina non si accorga che sono affilate e me le tagli nuovamente!
No, non va bene: troppo tempo.
Potrei fare buon muso a cattivo gioco e fingere di avvicinarmi e affezionarmi al ratto e nel momento più opportuno, mentre tutti son ditratti...
...ZAK e la faccio fuori!
Oh... sì... mi piace! Diabolico. Mi piace!


domenica 8 settembre 2013

Due calcoli

Sto riflettendo sulla possibilità di fare qualcosa.
Siamo in piena invasione e nessuno sembra preoccuparsene, tutt'altro, si gioca a raccontar favolette!
Sono passate 24 ore da quando quell'essere abominevole ha messo zampa in casa mia.
Papino è uno zucchero con quel ratto e mia mamma continua a girarmi intorno, come volesse giustificare le carezze che fa anche lei al topo! Fosse un bel topo, capirei!
Puzza di gatto (sì, perché in realtà è un gatto - femmina, per giunta!) che quasi non riesco a respirare, mangia, beve e dorme, non ha rispetto per le mie cose, per il mio divano, per il mio pavimento, per i miei giochi, per la mia aria: addirittura non sembra essere consapevole di essere un'intrusa! Sono senza parole. Sono quindi in una situazione di ammutinamento pacifico e per dimostrarlo non passo alle azioni, ma continuo a ringhiarle contro, sperando che prima o poi capisca di non essere gradita. Non sembra però che il suo piccolo cervello ci arrivi!
Mi sto seriamente domandando se non sia il caso di prendere decisioni drastiche. In fondo, io sono proprietaria e padrona assoluta di questo posto, dovrò pur difenderlo in qualche modo, se non da estranei, almeno dalla puzza dilagante. Sì, bisogna adottare le maniere forti. Ma quali? Più la guardo, più mi convinco di stare agendo per un bene superiore. Tutti capiranno che era un obbligo da parte mia cui non potevo sottrarmi. Questa spada (il più inutile tra i regali che la mia mamma ha fatto al mio papà) potrebbe trovare una sua valida collocazione...
Facciamo due calcoli...

sabato 7 settembre 2013

Mia Sorella - Parte III

Non puoi leggermi se ti sei perso la prima e la seconda parte!

Quel che è successo dopo lo ricordo in modo sfocato. La mia mente superiore era assoggettata all'ira, non ho avuto più modo di ragionare in modo sensato, quindi le azioni che sono seguite hanno dato luogo a dei fraintendimenti. Nel senso che si potrebbe credere che io volessi far del male al ratto, ma non è così. Chiedo mi si dia l'immunità, perché in quel frangente non intendevo con volontà. E' stato, più che altro, un atto guidato come da una potenza esterna che muoveva anche i fili invisibili delle mie azioni del tutto e completamente inintenzionali.
Non volevo attaccarla, ma quel Qualcosa è stato più forte e ne è venuto fuori il motivo per cui sono qui oggi! Ho portato, quindi, in mia difesa la prova video di ciò che accadde quel giorno, cioè stamattina, in modo che possiate giudicare tutti se e quanto le mie azioni siano state ingiustificate. Mi preme però sottolineare alcuni punti, espressi di seguito:
- il ratto ha una faccia da schiaffi;
- coscienziosamente io ero posizionata dietro la gamba di un tavolo, che comunque ha attutito le mie zampate;
- i miei genitori hanno sempre provveduto a tagliarmi le unghie, quindi ciò che si vedrà non lederà il decoro, né tantomeno può essere annoverata tra le azioni di maltrattamento sugli animali;
- è di facile ituizione, dal video, la mia posizione di "tutto fumo e niente arrosto" dato che ho continuato imperterrita a ringhiare senza azzannare mai quella che voi chiamate "vittima".
Si metta agli atti la prova n.1 come significativa della mia completa e totale innocenza.
Chiedo anche che il caso venga archiviato.



Mia Sorella - Parte II

Naturalmente non andare avanti se non hai letto la prima parte!

E' accaduto tutto così in fetta che ho fatto fatica a focalizzare la scena.
La porta del corridoio si spalanca e un odore nauseabondo mi assale, sono quindi nel pieno dello stordimento, quando vedo un topo peloso beige impegnato in quello che sembra essere (ho pensato prontamente) il suo ultimo pasto: perché di lì a poco mi sarei occupato di lui. Contemporaneamente le note di fondo dell'aria viziata mi dicono che in quella stanza c'è anche del cibo buono... quindi vado alla ricerca di quest'ultimo (in fondo era dalla mattina che non mangiavo nulla) e lo focalizzo nella ciotola del ratto. Capisco quindi che il ratto non è un ratto, bensì un intrusissimo gatto. Spalanco gli occhi e l'istinto ha la meglio. Senza controllo comincio a ringhiare come un cane (non amo i cani ma sento di avere con loro delle affinità) e con passo felpato da gatto mi avvicino al ratto... pardon, al gatto. Furente capisco che lui sta mangiando ed io invece no, così, continuando a ringhiare, mi avvicino all'estraneo, faccio coda grossa e (a questo punto spero che la Corte possa accettare le mie più sentite scuse, so di aver sbagliato) ficco la testa nel suo piatto rubandogli la scena e le crocchette. So che questo atteggiamento è deprecabile, ma signori, non solo avevo fame, ma c'era anche un felino dalle sembianze ratte che invadeva la mia casa, il mio territorio, la mia terra, mangiava dalla mia ciotola e beveva la mia acqua. Non ero lucida. Mi sono lasciata sopraffare dalla cieca rabbia.

...continua...

Mia Sorella - Parte I

Il giorno in cui l'ho vista entrare in casa è stato uno dei più traumatici della mia vita.
Avevo finito i miei croccanti da un pezzo: la luna quindi era storta; era passato poco più di un mese da quando quei due umani (che non ho più il coraggio di chiamare 'mamma' e 'papà') mi hanno fatto letteralmente "aprire" dalla dottoressaB e solo 20 giorni da quando erano tornati dalle loro vacanze in cui mi avevano lasciata per ben 2 settimane con i "nonnini"; infine, ero rimasta a casa da sola per 3 ore prima di vederli rincasare.
Insomma, non ero messa bene e il motivo per cui ricordo tutto perfettamente e nei minimi particolari forse va ricercato nel fatto che questi eventi sono accaduti 3 ore fa!
Ebbene, ricordo quel giorno, perché quel giorno è oggi.
E' inutile fare retorica, i fatti stanno esattamente così come li racconterò, non mentirò, né ometterò passaggi fondamentali e dove mi si chiederà di chiarire dei punti oscuri, sarò pronta a farlo nel modo più sincero.
Si metta agli atti che quell'essere non ha un odore piacevole, che insomma puzza di gatto. E' stato il mio primo pensiero, difatti ricordo che in quel momento ero alla mia finestra, quando sento gli umani infilare la chiave nella toppa ed entrare in casa.
Dopo forse 5 minuti, ho cominciato a sentire quell'orrendo fetore. Ho pensato di avvicinarmi per poter avere una visuale migliore ed un punto di vista oggettivo sugli eventi, qualora quei due umani (a cui in fondo, ma in fondo, voglio bene) avessero avuto bisogno di me.
In quel contesto il mio problema più grande però è stato trovare la porta chiusa. Ho provato ad entrare, ma invano: quel divisorio rimaneva serrato.
Dal luogo in cui mi trovavo potevo distintamente udire i mormorii concitati degli umani e un esserino piagnucolante che continuava a dire "pappa, pappa, pappa, ti voglio bene, ti voglio bene". Frasi assurde, insomma, che potevano appartenere ad una spia infiltrata (che spesso adopera quel tipo di linguaggio lusinghiero) o, nel peggiore dei casi, ad un altro gatto.
Data la mia esperienza, sapevo che il mio papino e la mia mammina non mi avrebbero tenuto all'oscuro di questa situazione per molto: non sono passati 5 minuti che, difatti, ho avuto l'incontro fatale.

...continua...