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sabato 10 febbraio 2018

Ogni complegatto è importante

Era da un po' che non venivo a trovarvi. Sono stata impegnata in realtà: la vita da gatto è una cosa seria e occupa gran parte della mia esistenza. Non mi starete dicendo che non avete la più pallida idea di chi io sia, vero? Dovrò mica ripresentarmi?
Incredibile una tale inettitudine dilagante. Ma l'evoluzione non ha partorito umani intelligenti? Ci vuole pazienza, ci vuole taaaanta pazienza.

Eh, va bene! Lo farò.
Ma solo perché sono una gattina dolce, amorevole, perfetta, generosa, magnanima, puffolotta, bellissima, giovane, splendida e assolutamente tra le più umili gatte che esistano nell'intero universo felino.

Mi chiamo Miu. Pietà, non chiedetemi perché, è il mio nome e basta. Me l'ha appioppato la mia amata MamiR, quella goffa, che un po' crede di essere un gatto, ma manco pe gnente. Quella che ha gli occhi celesti come mia sorella, il Ratto; quella bassa insomma, che non ha la più pallida idea (ancora) di cosa significhi sculettare con eleganza, ammaliare con le fusette, saltare come una divina pantera.

Io, fortunatamente, l'altezza l'ho presa dal mio meraviglioso PapinoF, longilineo e maestoso, così come dovrebbe essere un essere-non-gatto. Sì, il mio preferito... e sì, lo voglio dire, perché oggi è il mio giorno. Oggi sono più gnocca del solito. Oggi sono la Regina incontrastata del Mondo intero.
Oggi è il mio compleanno e nulla potrà andare male.
Prosciutto, pesce e carne... colazione, pranzo e cena. Non male, eh?
Ok, e allora? Dov'è 'sto pesce, che qua s'è fatta ora?
E niente, volevo solo ricordarvi la mia assolutamente eccezionale meravigliosa esistenza, da quando venni trovata nel motore dell'auto di papino a ieri praticamente... e via con le immagini.


Infine, prima di lasciarvi, è giusto sappiate anche che sono stata una batuffola dolcissima, tra le più coccolose, tra le più commoventi... insomma tanti auguri a me, che oggi ompio 5 anni, ma che ora come allora riesco ad affascinare tutti i presenti con luminosa grazia felina.
Miao, gente. Miao.
Mewmewlù


domenica 17 luglio 2016

E poi finalmente tu

 
Perdersi nel celeste più luminoso. Ammirare i contorni definiti dei tuoi occhi e leggerne affetto. Avvicino il dorso della mia mano a quel musetto cioccolato e lo sento accarezzato dalla morbidezza dei tuoi baffi. Un gesto d'amore e appartenenza: sì, io sono tua!
E così oggi, anche domani e per sempre.
E tu sei Mia: la mia piccola bionda cucciolotta creme caramel. Dall'animo morbido di caramello e il carattere pacioso di un cuscino di piume. Testarda quasi sempre, arrendevole come nessuna.
In quegli occhi c'è un mondo infinito... ed io non mi stancherei mai di scrutarli per catturarne le delizie e le scintille di pura curiosità.
Un miagolìo impercettibile e torno alla realtà.
Buon compleanno a te che da due giorni sei una gatta, se possibile, ancor più bella!
Auguri anche a noi per questi tuoi 3 "ciccici" anni!

lunedì 7 settembre 2015

Ratto x 2

...eh che due boli di pelo!
No, senti... basta!
Ok, ok... sono due anni. E allora?
Gua... no... vol... eh fammi parlare, ti dico!
Ecco.
Dicevo.
Sono due anni. E allora?
Cosa? Ora non parli? Non dici niente, eh?
Hai paura!
Lo so perché io ti capisco...  io ti leggo nel pensiero! Io so tutto!
Dici di no?
Io invece dico che ti leggo dentro! Io dico che TU hai paura!
Tzè... non me la conti mica giusta?
Alla fine ti sei affezionata!
Come mi permetto?
Come ti permetti tu, piuttosto!
Te lo dico io... a te la verità fa male! Ecco cos'è!
Due anni fa a quest'ora sentivi puzza di ratto...
...oggi invece gne gne ogni scusa è buona per bacini e coccoline!
Sì, sì... io dico quel che mi pare! E tu non puoi fare niente!
Ora ammettilo se hai il coraggio!
Ammetti che ami tua sorella.
Che vuoi bene al Ratto.
Ammettilo!


Dì un po'... ti pare normale che quella miagoli davanti allo specchio?

Perché dove sarebbe normale miagolare?

Sarebbe normale se NON lo guardasse!

Effettivamente mette i brividi!

mercoledì 15 luglio 2015

Il secondo è del Ratto

Ok, le avete dedicato una storia! Una di quelle... come dire... alla MariaDeFilippi&Co.!
E a me niente.
Mai.
Niente storie.
Ma mi chiamate Lamentina.
A me.
Sempre.
Perché io sono quella che si lamenta, perché ho sempre da ridire sul tempo, la pappa troppo fredda, la pappa troppo calda, la pappa troppo poca, la pappa troppo troppa!
Non vi va mai bene niente.
Ma su una cosa avete ragione.
Il secondo è del Ratto. E' il suo. L'ammetto!
Non obietterò oltre.
Vorrei solo sapeste che in fondo... ma davvero in fondo (in una parte nascosta del mio panciotto) io voglio bene al Ratto. Ma non diteglielo! Io sono una dura e le mielose serenate non sono da me!
Buon secondo compleanno, Ratto!
A te che mi hai rotto, Ratto.
A te che però mi hai anche completato!
Ti voglio bene.

domenica 10 maggio 2015

Auguri brioche!

E' mia.

Sei fuori. E' mia.

Non ci pensare minimamente... è solo mia.

Levatelo dalla testa, è mia e basta!

Ma scherzi? E' mia e lo è sempre stata.

Fatti in là. E' mia!

Togliti di mezzo tu... è mia e non si discute!

E' mia!

No, mia!

Hai presente quei graffietti da unghiette sul braccio destro? Ecco, quelli glieli ho fatti io!

E tu hai mai notato quei buchini di dentini sul mignolino del piede sinistro? Ecco, quel morso era mio!

Il pigiamino rosa bucato è stato un mio presente!

La sua maglia preferita color petrolio ora ha tutte le cuciture originali grazie a me!

Mia, ti dico!

Balle! Mia!

Mia!

Mia!

Mia!

Mia!

Mia!

Mia!

Ok, non vorrei dirlo, ma in realtà è mia.

Mammina è tua?
Mammina è tua?

Ah, no ok! Io parlavo dell'ultima brioche!

giovedì 19 marzo 2015

La perfezione fatta papà


Insomma, se proprio dovessi essere interpellata, risponderei. In fondo, perché non dovrei? Se mi si chiedesse di essere sincera e raccontare la coerente visione della realtà non mi lascerei trasportare dalle iperboli! Sarei obiettiva... assolutamente! E che non mi si metta in discussione! Non accetto, non accetto si possa anche solo pensare che io stia mentendo.
No, non ho mai ricevuto mazzette. Sì, sono sempre stata enormemente grata del supporto avuto e mai nessuno ha insinuato nella mia mente pensieri che non mi appartenessero. Ciò in cui credo nasce dalla valutazione oggettiva della mia vita. Pane al pane e vino al vino. Bisogna complimentarsi quando è giusto e criticare quando ce n'è necessità.
Io ho solo parole buone.
No, nessuno ha mai cercato di confondermi, né di insinuare idee non mie nella mia mente.
Io amo il mio papino perché lui è speciale, perché se lo merita, perché è un pilastro di vita.


Sì, io non ho molto altro da aggiungere, nostro padre non ci ha mai fatto mancare niente, è sempre stato coerente e a fine giornata ci ha ogni giorno dedicato tempo e coccole. Così come è giusto che sia.
Ora, sì, mi si sta chiedendo di parlare di lui e quindi sembrerebbe che io sia impostata e che possa sembrare fredda e calcolatrice... il fatto è che non amo le telecamere, né... ehm... il dover sostare sotto i riflettori, quindi brevemente concordo con mia sorella e sento di non poter aggiungere altro alle sue sincere e spontanee parole! Noi amiamo il nostro papino così com'è. Senza forzature, senza un motivo specifico, senza che lui ci chieda mai qualcosa in cambio.
E' la perfezione fatta papà.


(Senti, che dici... lo molla secondo te quel trancio di pesce o ci tocca continuare?)
...
(E comunque, se non lo molla, attacchiamo con le fusa!)

martedì 10 febbraio 2015

Pensieri e Parole

Bene, concludiamo questa intervista con le ultime tre domande.
La prima: in quale momento della sua infanzia si è sentita maggiormente burlona?

(non so perché mi sto sottoponendo a tutto ciò) Burlona? Ma che domanda è? Comunque, probabilmente avevo due mesi e giocavo con una pallina rimbalzina nel vecchio corridoio di casa - la mia nuova casa - eh, niente, probabilmente "burlone" è stato chi è riuscito a beccare la mia espressione giocosa! Io non sono burlona, io sono un gatto elegante!


La seconda domanda: in quale momento della sua vita può affermare con orgogliosa felinità di essere stata una meritevole cacciatrice?

(ma che domanda è?) Io, ok, oggi è un giorno particolare quindi sarò breve. Io sono un gatto. E questo dovrebbe farle intendere quanto la mia felinità abbia di fatto reso me sempre un'abile cacciatrice! Per rispondere alla sua domanda, comunque, ci sono alcuni momenti in cui qualcuno torna sempre ad immortalarmi nell'immediato attimo precedente un mio attacco - alla pallina rimbalzina. E nella quiete prima della tempesta io mi sento orgogliosa!


L'ultima domanda: quando si è sentita davvero una gran gnocca?

(io mo a questa la prendo e la mando a... quel paese) Io, ehm... mi ci sento sempre! Comunque credo che mio papino sia stato abbastanza bravo un giorno a scattarmi una foto nel periodo in cui ancora non sapevo di che colore sarebbero diventati i miei occhi e guardandomi con amore mi ha immortalata!


Vedo che mi ha mostrato delle vecchie foto... come mai?

(questa è una quarta domanda) Io... ehm... beh, mi piace festeggiare tuffandomi nei vecchi ricordi!

Oh, beh allora la lascio, la ringrazio per il tempo che mi ha concesso e ancora buon compleanno!

Sì, sì... grazie, grazie!


(adoro immaginarmi una gran Diva del cinema alla sua ennesima intervista! Ehehehehe buon compleanno a me!)

giovedì 27 novembre 2014

L'amore fa 40!

Com'è che si dice?

Come si dice cosa?

Quando giochi con i sassolini e ti viene paura all'improvviso e vinci.

Ok, sei fuori come una lettiera sul balcone!

Dai, dai... hai capito, no? Il giochino dove tutti danno i numeri!

Ascolta Ratto...

Mia... io mi chiamo Mia!

Ascoltami, oh Mia Ratto, io mi rendo conto che sei arrivata tardi, ma in questa casa siamo tutti belli, fighi e intelligenti! E tu in quanto a bellezza puoi pure passare... in quanto a fighezza, mah... direi che c'hai ancora da crescere... ma in quanto a intelligenza sei indietro!

 Sorellina ascolta me, che sono avanti. Sai dirmi qual è quel gioco in cui con tutte quelle palline chiamano numeri...

...

...urlano nomi, cose, fatti... 

...

...e all'improvviso qualcuno urla "STROMBOLA" o qualcosa del genere... suvvia, so che lo sai!

Sì senti, ora facciamo una bella cosa, tu rimani qui e provi a ricordare questa "cosa" ed io nel frattempo mi dedicherò a qualcosa di utile. Se mi vuoi sono nella casetta-morbidosa-rosa a "riflettere"!

Non puoi andaretene così... dormigliona di una scansafatiche! Sai che oggi è Il Giorno ed è compito nostro renderlo speciale!

Scherzi o fai sul serio? Insomma, fai finta di essere ciucca o lo sei davvero? Perché io proprio non ho capito di cosa stai parlando... ricordati le tre regole fondamentali. Siamo gatti: dormiamo, mangiamo e qualche volta dopo mangiato dormiamo! Non salviamo il mondo, non "organizziamo cose", non abbiamo compiti, non rendiamo speciali cose, eventi, fatti, momenti. Siamo gatti e tutt'al più ci dormiamo su! 

Vorrà dire che farò da sola... canterò e dirò a papino che è unico e speciale e che... e che... sì, sì ecco, che l'amore fa 40!

...casetta-morbidosa-rosa...

Tutto torna. Papino fa 40 e lui è il mio amore e quindi l'amore fa 40! Hai capito? Geniale!!!

...riflettere... mi trovi lì! 

Cos'hanno da miagolare quelle due a quest'ora?

Ch...? Cos...? Chi è? Che ora è?

Eh, non lo so, sarà quasi mezzanotte... torna a dormire...

Mezzanotte? Amore mio buon compleanno!!!

Sì ok, ma ora dormiamo, eh?

domenica 7 settembre 2014

A un anno dal trauma

Ebbene 365 giorni fa io entravo in aula ed esponevo i fatti nudi e crudi.
Quelli che hanno fatto di me, oggi, una gatta libera.
Sono riuscita a cavarmela solo grazie al mio carattere docile, mansueto, calmo. Ho mantenuto l'aplomb del felino sereno e maturo. Non ho mai fatto ciò di cui fui accusata, né mi sono mai permessa di torcere un pelo puzzolente al Ratto!
Sia ben chiaro, questa udienza disciplinare a cui son stata chiamata è una mera formalità alla quale non parteciperò se non con sincera verità!
E' vero.
Un anno fa raccontavo di un arrivo inaspettato e voi tutti, signori della Corte, sapete quanto le sorprese non piacciano ai gatti! E ricordiamolo: io sono un gatto.
Certo, affermo anche che successivamente dichiaravo sotto giuramento di aver intravisto "che il ratto non è un ratto, bensì un intrusissimo gatto", ammettevo in quel modo di aver bene inteso che nel mio territorio era appena entrato un altro felino.
Ho fatto ammenda per questo.
Infine portavo a prova della mia più sincera innocenza un video che dimostrava la mia buona fede.
Ebbene, signor giudice, io non ho mai sfiorato il ra... il gatto, che agli atti si proclama "vittima". Non mi sono mai permessa di apporre zampa su di lei, né tantomeno di ringhiarle contro. Forse solo un pochino all'inizio... ma deve capirmi stava cercando di rubarmi il Trono! Il mio Regno, la mia Corona, la mia Poltrona, il mio Divano, la mia Pappa, la mia Mamma e il mio Papà! Insomma, quale degno felino non avrebbe protetto il suoi possedimenti se non con un po' di voce grossa?
Da quel che so in quest'ultimo anno tutte le... ehm... prove video sono andate perdute e sono qui oggi a testimoniare che, nonostante un inizio forse non scoppiettante, sono sempre rimasta un gatto masueto. Anche in quel giorno non mi permisi di ringhiarle contro per più di trenta secondi e che quindi può rinnovarmi la libertà già concessami nell'ultima udienza.
E tutti in quest'aula potranno affermare la veridicità della mia testimonianza.

Tutti tranne me!

Oh Ratto, tornatene a casa, che cavolo ci fai qui?

Io ho le prove, signor giudice e signori della giuria.

Ratto, sei una puzzola guastafeste!

Eccole... le ho recuperate prontamente dal pc di papino: l'unico che abbia preso sempre in seria considerazione la mia salute fisica e a riprova di ciò che dico si legga la lettera a cuore aperto che mi ha appena scritto, contornata da prove - vere prove - che indichino quanto io sia splendida, coccolosa e speciale! Ma non voglio dilungarmi, ecco le prove che invece incriminano mia sorella...




Da queste emerge non solo quanto io sia stata minacciata con ringhi paurosissimi, ma anche maltrattata con zampate malefiche...

...non è vero, non avevo le unghie, non potevo nuocerle!

...invece mi fece molto male, ne porto ancora le cicatrici!

Bugiarda! Stai solo rincarando la dose!

Ok, ok ritiro l'ultima affermazione... la verità è che soffro, signori della giuria... soffro perché oggi mia sorella Miu non vuole ammettere che stiamo insieme da un anno e dopotutto ci vogliamo bene!

Bugiarda! Io ti odio... a distanza... ma ti odio! E tutti in quest'aula potranno affermare la veridicità della mia testimonianza!

Tutti tranne noi!

Oddio, pure loro ci mancavano!

Noi abbiamo le prove che la nostra Miu vuole bene alla piccola (ormai cicciona) Mia e che quest'anno è stato felice anche per lei!


Non c'è nulla in quel video che dimostri il mio "volerle bene"! Tzé!

L'hai voluto tu, vai amore, mostragli l'altro!

Oddio, due deficienti!


In questo video viene mostrato l'amore trascendentale che unisce le due sorelle, signor giudice!

Silenzio tutti! Quest'aula è mia ed io mi sono stancato di ascoltarvi... siete tutti matti! Andatevene!

Andiamo Ratto, ti proteggo io da questi bifolchi!

Ti voglio bene, sorellona!

Se, se... anche io! Non diciamolo in giro, però!
Buon anniversario!

venerdì 1 agosto 2014

Quando arriva l'estate...

...(e se arriva) è giusto goderne ogni raggio splendente!
Buone ferie, buone corse all'aria aperta, buon sole, buon mare, buona montagna e buon relax.
Anche noi ci prendiamo una vacanza sotto un bel sole luminoso - sai mai che il ratto schiarisce quel colore orribile del manto!


martedì 15 luglio 2014

Un giorno speciale

Per motivi di copyright la storia è stata troncata


Quest'ultimo episodio raccontato - fine della storia, ma effettivo inizio della nostra nuova vita -  accadeva il 7 settembre 2013.
Mia lasciava i suoi fratelli perché aveva trovato una famiglia: la nostra. Si lasciò accarezzare, si lasciò prendere in braccio, si lasciò coccolare per tutto il viaggio. Rimase in religioso silenzio fino al compimento del suo settimo mese (ma questa è un'altra storia), nel frattempo tirò fuori un carattere da leonessa e un'audacia da pantera.
Nel frettempo mangiava, nel frattempo cresceva...


Nel frattempo imparava ad amare la sua mamma e il suo papà, sua sorella e la sua casa.
Sì, perché nel frattempo è diventato tutto suo!


Lei è la mattacchiona di casa.
La piccola e forte Mia.
Lei, che ha avuto una prima mamma straordinaria che l'ha cresciuta nei primi due mesi di vita, oggi abita questa casa e ha riempito di risate, peli, coccole, fusa a profusione e gioia i nostri cuori, le nostre mani, i nostri occhi.
Lei, il ratto, la pestifera, la testarda, la cocciuta.
Non ascolta. Lei ama. In tutte le manifestazioni possibili a un gatto. Lei ama davvero e con passione, lei è una piccola-grande, una grande-piccola.
Lei oggi compie un anno ed è giusto venga ricordato come abbia trovato due volte la vita. 

Un grazie speciale, quindi, a Rita che con forza, perseveranza e pazienza ha cresciuto quattro anime pelose da sola, pur avendo già due gatti. Ha scelto di tenere Hoover e Smoky, che ormai sono inseparabili - e per chi volesse sapere quanto belli sono diventati non dovrà far altro che cliccare la loro pagina Facebook. Non ha voluto un centesimo per le spese sostenute sia veterinarie che alimentari, non ha chiesto nulla in cambio se non che si amassero questi cuccioli come dei figli. Questa donna meravigliosa merita di essere citata non solo per il lavoro oneroso affrontato, non solo per l'umanità dimostrata successivamente al ritrovamento dei cuccioli, ma anche per la volontà - ancor oggi presente - di seguire ogni loro passo ad un anno di distanza e costantemente in futuro.
Grazie, grazie per averci regalato Mia.

Buon compleanno cucciola Mia, orsetta, picciula, giovane, splendida, sdrucciola, Miettamore, cucciolarucciola, cuccioleigia, picciulinadellamaman e chi più ne ha più ne metta di nomi a questa pallottola pelosa! Se li merita tutti!
E Buon compleanno Hoovy-Hoover, buon compleanno TopoGigio-Smoky e buon compleanno Fatina-Faith!

***  *  ***  *  ***

Per leggere tutta la storia ecco la Prima, la Seconda, la Terza e Quarta parte.

I fatti narrati non si attengono alla realtà di quelli realmente accaduti. La storia è stata romanzata nelle parti riguardanti i personaggi. Ciò che invece è capitato ai cuccioli è stato integralmente riportato nella sua verità.  

NOTA: Come da disclaimer presente in "Nel tempo libero faccio il Gatto" è vietata ogni riproduzione totale o parziale dei testi presenti in queste pagine previa richiesta all'autore stesso. Per qualunque dubbio o richiesta di chiarimento inviare una email a neltempoliberofaccioilgatto@gmail.com

domenica 13 luglio 2014

La storia - Parte IV

Aveva dormito male e poco, quando un raggio del primo sole colpì lo specchio e le bruciò gli occhi di rimando, svegliandola del tutto. Conviveva con il mal di testa da più di una settimana ormai, ma sapeva sarebbe passato, aveva solo bisogno di trovare un po' di pace. Decise che dopotutto avrebbe dovuto alzarsi e cominciare la giornata. Lui restava sempre più spesso a dormire da lei, ma quella mattina s'era già alzato e probabilmente era andato via.
Poi rammentò a se stessa che era domenica, d'un balzo si alzò, ma si pentì amaramente di averlo fatto così di fretta, perché sembrò per un attimo che la testa stesse per scoppiarle. Chiuse gli occhi cauta e si portò pollice e indice sulla sommità del naso, sperando che quel dolore martellante cessasse.
Così fu, dopo pochi minuti poté scendere a cercare il suo uomo, quando sobbalzò. Un rumore assordante di dubbia provenienza le fece storcere il naso, poi inspiegabilmente sorrise e aggiuse tra sé <<Benedetto Hoover, mi toccherà fare un mutuo per rimettere a posto tutto ciò che mi hai distrutto!>>.

Per motivi di copyright la storia è stata troncata

Faith, Mia, Smoky e Hoover


La foto appartiene a Hoover&Co.
Per leggere la Prima Parte clicca qui.
Per leggere la Seconda Parte clicca qui.
Per leggere la Terza Parte clicca qui.
Qui per leggere l'epilogo.

I fatti narrati non si attengono alla realtà di quelli realmente accaduti. La storia è stata romanzata nelle parti riguardanti i personaggi. Ciò che invece è capitato ai cuccioli è stato integralmente riportato nella sua verità.  

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giovedì 10 luglio 2014

La storia - Parte III

Quella giornata ormai era andata così. In piedi dall'alba e ancora fino all'alba del giorno successivo.
All'inizio era sembrato che tutto andasse storto. Nessuno dei micini aveva la minima intenzione di nutrirsi o forse, semplicemente, non ne aveva la forza. Così, per almeno un'ora erano andati avanti a riscaldarli frizionandoli delicatamente e provando a tamponargli i musetti con ovatta bagnata in acqua e zucchero. Poi d'un tratto il cucciolino "male assortito", quello che aveva una manica lunga e una corta - le macchie grigie sembravano avergli disegnato addosso una maglia - aveva deciso di essere forte e di attaccarsi al biberon.
<<Guarda, sta mangiando!>> disse lui, eccitato da quella nuova esperienza.
<<Beh... siamo ancora indietro, bisogna che mangino tutti!>> rispose lei un po' abbacchiata.
Nemmeno finì di dirlo che ora anche quello grigio più chiaro chiedeva un po' di latte. Pochi minuti e anche i due piccoli color miele iniziarono a miagolare. L'unico che proprio non ne voleva sapere era quello grigio scuro. Il più piccolo di tutti.
<<Questo grosso a macchie grigie e bianche lo chiamerò Hoover... guarda qui! Se non gli si allontanasse il biberon sarebbe capace di bersi tutto il latte! Sembra un aspirapolvere!>> sentenziò lui divertito.

Per motivi di copyright la storia è stata troncata

Ciao piccolo Teo


La foto appartiene a Hoover&Co.
Per leggere la Prima Parte clicca qui.
Per leggere la Seconda Parte clicca qui.
Qui per andare avanti.

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lunedì 7 luglio 2014

La storia - Parte II

I fari accesi in quella sera di luglio tagliavano l'asfalto come lame. Lui guidava da circa mezz'ora e mancava poco alla meta.
<<Credi ce la faranno?>> sussurrò lei, tenendo la busta in grembo.
<<Non lo so, ma tu hai bisogno di un bagno... e anche loro!>> rispose.
<<Sei matto? Un bagno, loro? Tanto valeva lasciarli dov'erano!>> disse indignata.
<<Ok, ok sei tu il capo! Dicevo così... insomma, anch'io vorrei si salvassero, ma devi ammettere che la situazione non è messa bene...>> provò con cautela a dirle, poi voltandosi verso di lei aggiunse <<...e cos'è quello, sangue? Potrebbero anche essere malati, per quel che ne puoi sapere!>>.
<<Non ci pensiamo adesso... e comunque credo sia ancora la placenta, ce l'hanno attaccata addosso. Se fossimo passati di lì solo un'ora prima forse avremmo preso il bastardo che li ha chiusi nel sacchetto e buttati nella spazzatura!>> cominciò a infervorarsi << E non avrei risposto delle mie azioni... giuro, gli avrei fatto davvero male!>> ora era arrabbiata.
Erano arrivati e spegnendo il motore lui si azzardò a dire <<Sono solo gatti... probabilmente malati, non prenderla così a cuore!>> ma aveva superato il limite.
<<Sono solo gatti?>> era fuori di sé e sbattendo la portiera dell'auto gli si rivolse <<E' meglio se te ne vai, lasciami le chiavi e vattene!>>
<<Amore, dai, non volevo dire... hai capito, no? Non volevo ferirti, ma su... dai... guardaci un attimo: stiamo litigando per dei gatti!>>

Per motivi di copyright la storia è stata troncata

 


Entrambe le foto appartengono a Hoover&Co.
Per leggere la Prima Parte clicca qui.
Qui invece per leggere il seguito.


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venerdì 4 luglio 2014

La storia - Parte I

Brillava.
Era proprio così. C'era qualcosa che brillava a mezz'aria, a pochi metri dai suoi occhi.
Si muoveva, anche. Soave con il vento la-cosa-che-brillava sembrava danzare.
Lei era seduta in auto aspettando che il suo lui finisse e dal vetro del parabrezza quella cosa aveva attirato la sua attenzione. La guardava andare su, poi giù, quindi ancora piano risalire...
...quando improvvisamente un'auto, passando di gran carriera, fece rullare come una trottola quell'oggetto (?) luminoso, che per un attimo aveva acquistato velocità, ma in pochi secondi aveva cominciato nuovamente il suo dolce ballo solitario.
Le ci vollero pochi secondi per capire che quel luccichio era stato provocato dagli ultimi raggi del sole che, tiepidi, salutavano quella terra e si accingevano a ritirarsi per lasciar spazio alle cugine stelle.
Quel pezzettino di carta d'argento ora non era più interessante. Lei voleva solo tornare a casa. A quell'ora avrebbe dovuto già sedersi a tavola e mangiare la sua cena.
Poi successero più cose insieme.
Lui bussò al finestrino del passeggero con ansia crescente urlandole <<Presto esci, vieni ad aiutarmi!>>. Poi corse via. Quindi si sentirono gemiti di fatica, come se lui stesse saltando per prendere un oggetto messo troppo in alto.
Lei scese dall'auto e corse verso di lui, accorgendosi immediatamente che stava cercando di entrare in un cassonetto dell'immondizia!
<<Smettila! Che stai cercando di fare?>> lo canzonò << Se mi stai prendendo in giro con uno dei tuoi scherzi, giuro che ti lascio a piedi!>> e fece per allontanarsi nuovamente per tornare in macchina.
<<Aspetta, vieni qui! Ascolta... c'è qualcosa là sotto!>> ora parlava sottovoce, ma in modo concitato.
<<Te lo sarai imaginato... suvvia, non vorrai sporcarti tutto, dobbiamo tornare a casa!>> replicò lei supplichevole.
<<...ecco! Ora... vieni, ascolta ora!>> la esortò lui.
[...]

Per motivi di copyright la storia è stata troncata


I fatti narrati non si attengono alla realtà di quelli realmente accaduti. La storia è stata romanzata nelle parti riguardanti i personaggi. Ciò che invece è capitato ai cuccioli è stato integralmente riportato nella sua verità. 

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giovedì 15 maggio 2014

Roba da ratti

10 mesi.
304 giorni.
7.296 ore.
750.000 peli (un'alta percentuale dei quali sparsa per casa).
13.000 grammi di crocche inghiottite.
10.000 millilitri d'acqua bevuti.
4.600 ore di sonno.
456 ore di corsa e giochi.
774 unghie tagliate.
30.400 leccate di manto e zampe.
29.000 leccate di mamma, papà, me.
27.000 miagolii per mangiare.
15.000 miagolii per capire.
3.000 miagolii per acchiappare mosche.
4.200 grammi di peso.
Sì, avete letto bene.
4.200 grammi di peso: il ratto, a soli 10 mesi (oggi) pesa già 4,2 kilogrammi.
Non mi piace parlare male delle persone.
Non mi piace parlare male dei parenti.
Ma dato che il ratto non è persona, né parente, parlare male di lei non fa testo.
4,2 kg, vi rendete conto di quanto quella bestia mangi? Ha 5 mesi meno di me e pesa 600g più di me!
Sono basita!
Roba da matti... da ratti!


domenica 20 aprile 2014

La colomba di Pasqua

Il mio augurio più sincero, in questo giorno di profondi significati e fatidiche domande, è quello di poter passare una giornata con le persone che amate e che vi amano, di poter sorridere profondamente e ridere smodatamente, di ritrovare solo occhi amici e mani amorevoli, ma soprattutto di potere inaspettatamente (o anche aspettandovelo) godere di un mare infinito di crocchette succose!
Buona Pasqua anche da parte della mia mamma, il mio papà e mia sorella (il ratto)!
Noi restiamo qui, in attesa alla finestra... sai mai, passasse na colomba succulenta!


venerdì 4 aprile 2014

Un anno di noi - Parte II


Esattamente un anno fa incominciava la mia nuova vita..
Il 3 aprile era stata una giornata piovosa e non trovando più la sua mamma e i fratellini, si è rifugiata in quella macchina attratta dal tepore del motore. Dopo qualche minuto si è accorta che non sapeva più uscirne, non sapeva come tornare, era impietrita dalla paura.


Ha sentito il motore accendersi, la macchina muoversi, ha temuto il peggio... era ammutolita. Poi il sostare della macchina, il trascorrere delle ore, la fame, il buio e quella sensazione di non arrivare a vedere i suoi 70 giorni. Ha miagolato fino al giorno dopo, fino a quando ha potuto, ma nessuno la sentiva, coperta da un motore, da un cofano, in un garage.

Alla fine sono arrivato io, ho aperto il cofano, ma non riuscivo a trovarla. Lei mi ha visto alla fine di quella luce che proveniva da sotto la vettura. Avevo portato la macchina in officina per smontarla pur di cercarla, perché mi avevano svegliato sentendo la sua flebile vocina. Io che non amavo i gatti, io che non volevo gatti, io che ho lottato per tenerla quando tutti mi consigliavano di darla via, perché un gatto impegna, perché un gatto puzza, perché un gatto... Ti voglio un batuffolo di bene, un anno con noi, un anno di noi.

PapiF

Sì, sì...  mi vuoi bene... ma sgancia le crocche! 

Un anno di noi - Parte I


Trecentosessantacinque giorni volati in un sussulto. Abbiamo riso, pianto, sperato, giocato a lungo e corso ancor di più! Abbiamo diviso carne e pesce, coccole e carezze, letto e divano. Respiri profondi l'una sull'altra, miagolii concitati e parole dolci. Liti e scherzetti, da umano ad umano, da gatto a gatto. Io e te uguale a sempre, io e te, madre e figlia di un mondo perfetto. Di solo amore è stato il nostro anno, abbiamo imparato l'una dall'altra e rispettato ogni cruccio. 

Ti ho trovata ch'entravi nel palmo della mia mano, così piccola e bisognosa di calore e infinite carezze, che ad ogni minimo tocco soave scivolavi in un sonno profondo quasi come sotto un incantesimo. Bastava un sussurro ed immediatamente riempivi i nostri momenti di baci (quelli dei gatti) e fusa; mai stanca di grattini e attenzioni ti sei sempre fatta intendere. E' stato facile amarti, è stato semplicissimo lasciarti entrare nel cuore. Non ricordo più la mia vita prima di te, ci sei sempre stata e so che farai sempre parte di me. Sei di un anno più grande, condividi i tuoi spazi e la tua ciotola, il tuo letto e il tuo divano, paziente e calma, riflessiva e ubbidiente. 
Un carattere così marcato, che non c'è mai stato bisogno tu parlassi per farti capire. Mai avrei sperato di ricevere così tanto, mai avrei immaginato di impreziosire immensamente la mia vita. Tu sei la più dolce, la più calma, la più affettuosa di sempre. Forse non sempre ho meritato le tue attenzioni, ma come solo un gatto può fare, hai perdonato ogni mio errore e mi hai regalato amore incondizionatamente. Non ho avuto bisogno di impegnarmi per diventare speciale, per te lo sono sempre stata. Mi hai reso perfetta anche se non lo sono. Mi hai reso un essere umano migliore. Ti amo anche per questo.
 MamiR

Sì, sì, ok... ma la pappa?